La demolizione di immobili abusivi sui territori dei Comuni resta uno dei principali problemi per le amministrazioni pubbliche. Per questo motivo, quattro anni fa, la Procura della Repubblica di Velletri ha firmato un protocollo d'intesa con la Regione Lazio volto a snellire le procedure utili all'esecuzione delle sentenze passate in giudicato relative all'abbattimento degli abusi edilizi.

Da quel momento, il numero delle demolizioni pare non essere stato altissimo e, di conseguenza, il procuratore capo di Velletri, Francesco Prete, ieri mattina ha voluto incontrare sindaci o loro delegati, ma anche dirigenti delle aree tecniche dei Comuni e rappresentanti delle polizie locali del comprensorio per fare il punto della situazione, ma anche per aggiornare gli amministratori e dipendenti pubblici sulle ultime novità in materia. Ciò che è emerso, in via preliminare, è che al vertice di una ipotetica classifica delle città che hanno a che fare col maggior numero di abusi da demolire in base a sentenze c'è Ardea con i suoi 279 manufatti, mentre il podio è chiuso da Rocca di Papa (circa 170) e Rocca Priora (150 circa). Seguono gli altri Comuni di un territorio molto vasto, che va dai confini con Roma e con la provincia di Frosinone, fino al litorale a sud della Capitale.

Dal canto suo, la Procura - non avendo entrate - difficilmente potrebbe riuscire a dare ottemperanza alle demolizioni e, dunque, l'incombenza dovrebbe passare ai Comuni. Sindaci e delegati, dal canto loro, hanno sottolineato come le criticità siano molte, a cominciare da quelle economiche e pratiche, per poi passare a quelle sociali e politiche.

Durante l'incontro, però, è emersa una possibilità per gli enti locali: la Cassa Depositi e Prestiti, infatti, ha messo a disposizione (in tutta Italia) 50 milioni di euro per un fondo di rotazione utile proprio all'abbattimento degli immobili abusivi. In sostanza, i Comuni potrebbero richiedere di accedere a questo fondo, ottenere il mutuo o prestito richiesto e poi restituirlo nel giro di cinque anni circa. Tali soldi, però, servirebbero esclusivamente per gli abbattimenti e non per lo smaltimento delle macerie, che dovrebbe avvenire con altre risorse. Gli enti, poi, dovrebbero recuperare le somme mutuate in danno dei proprietari degli abusi edilizi abbattuti. In caso di mancato riversamento dei soldi alla Cassa Depositi e Prestiti, invece, l'istituzione finanziaria farà rivalsa sul ministero degli Interni (che sarebbe il garante dei Comuni) che, a sua volta, tratterrà gli incassi dell'Imu a copertura di quanto avrebbe dovuto restituire il Comune di turno.

Aspetti, questi, che non avrebbero convinto in pieno alcuni amministratori.

In conclusione, comunque, il procuratore capo ha chiesto ai rappresentanti istituzionali presenti di aggiornare periodicamente la Procura su quanto posto in essere in ogni territorio.