Gli investigatori della Polizia Postale stanno ascoltando in questi giorni gli studenti del liceo scientifico Grassi coinvolti nella vicenda della chat di gruppo, creata su Whatsapp per superare la prova scritta di matematica con l'aiuto di un complice esterno. Una serie di interrogatori necessari per fare chiarezza sull'accaduto e accertare l'identità di colei che dall'esterno aveva fornito la soluzione al compito, una persona che rischia le stesse conseguenze penali dei maturandi: stando alle prime informazioni trapelate, si tratterebbe di un'insegnante, ovviamente estranea alla Commissione e probabilmente anche al collegio dei docenti della classe coinvolta nello "scandalo".
La vicenda è emersa solo nella giornata di mercoledì, quando l'istituto scolastico ha pubblicato l'esito delle prove scritte in vista degli orali: la lista di una classe risultava priva di qualsiasi voto, lasciata praticamente in bianco. La Commissione d'esame infatti ha cercato in tutti i modi di non destabilizzare la classe e tutelare gli studenti in vista dell'ultima prova, sin dalla scoperta nel corso della prova scritta di matematica. Soprattutto alla luce del fatto che il Ministero non ha ancora sciolto la riserva sul da farsi, in attesa dei riscontri delegati a un Ispettore inviato appositamente per le valutazioni del caso.