Il recente arresto di Marco Costanzo, fioraio di 45 anni sorpreso una settimana fa con cinquanta grammi di cocaina nascosti negli slip, ha introdotto nuovi spunti investigativi sullo spaccio di droga, ma anche una chiave di lettura alternativa nelle indagini sull'inquietante attentato che lui stesso aveva subito a metà marzo, quando ignoti avevano danneggiato la sua automobile con una carica esplosiva. Coinvolgimento nel mercato degli stupefacenti, il suo, che in realtà complica il lavoro dei poliziotti impegnati nella ricerca della verità nascosta dietro l'esplosione della bomba nell'abitacolo della Lancia Ypsilon, in un contesto investigativo sempre più ampio e variegato. Se in un primo momento non sembravano esserci dubbi sul fatto che Costanzo fosse il destinatario del messaggio esplosivo, i fatti successivi avevano messo in discussione la prima ipotesi, lasciando immaginare che magari quella di via Liguria fosse un'azione mirata a colpire qualcun altro in maniera trasversale. Perché se attentati di questo genere sono piuttosto rari, erano evidenti le analogie con l'altra vettura esplosa dopo tre mesi, la Fiat Punto di una donna parcheggiata in un condominio di viale Kennedy. Comune denominatore, tra i due fatti, sembra essere Nazzareno Di Giorgio, amico del fioraio ed ex marito della donna bersaglio della seconda intimidazione. Vittima Di Giorgio, a sua volta, del tentato omicidio a colpi di pistola consumato nel mezzo tra i due attentati esplosivi, per mano del rivale in amore (per un'altra donna) Giovanni Cambria, arrestato per questo e tuttora in carcere.