Proseguono a tutto campo le indagini sul presunto giro di baby squillo che nella giornata di giovedì ha portato i carabinieri a eseguire un decreto di perquisizione su delega della Procura di Roma nei confronti del custode del cimitero di Sezze.Altre tracce potrebbero trovarsi all'interno del materiale sottoposto a sequestro dopo il blitz. Sembrerebbe essere questa la linea che gli inquirenti hanno deciso di seguire per venire a capo della vicenda riguardante il presunto giro di baby squillo che per anni si sarebbe consumato all'interno del cimitero comunale e che è stato al centro dell'operazione partita dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma ed eseguita dal Reparto Operativo dei Carabinieri di Latina, che hanno perquisito l'abitazione di F.C., 63enne dipendente del Comune di Sezze che risulta indagato per i reati di induzione alla prostituzione minorile (per episodi del settembre 2015) e favoreggiamento alla prostituzione (per episodi risalenti al febbraio di quest'anno).
L'impressione è proprio quella che gli inquirenti cercheranno tra il materiale sequestrato (personal computer, supporti multimediali e videocamere di sorveglianza) qualche elemento che possa confermare eventuali scambi di messaggi e conversazioni con le due ragazze che nel 2015 erano ancora minorenni, piuttosto che materiale ancora più compromettente (filmati o file digitali che testimonierebbero sui rapporti).
Potrebbe essere questo il motivo che ha spinto la Procura di Roma ad agire con il blitz, proprio la ricerca di prove. Un'altra eventualità, però, è che quella di giovedì sia stata un'azione utile a comprendere se nella vicenda siano coinvolte altre persone.