È arrivata la condanna definitiva per Manuel Agresti di 34 anni, finito sul banco degli imputati per l'esplosione di tre colpi di fucile contro un'abitazione a scopo intimidatorio. Nei giorni scorsi infatti la Suprema Corte di Cassazione ha pubblicato le motivazioni della sentenza pronunciata nel mese di aprile, con la quale i giudici avevano dichiarato inammissibile il suo ricorso.
I fatti risalgono alla notte del 20 dicembre del 2012, quando gli investigatori della Polizia avviarono le indagini per un gesto dimostrativo dal chiaro intento intimidatorio, seppure sia rimasto sconosciuto il movente, consumato a Borgo Hermada, nella periferia di Terracina. Nella villetta bersagliata a colpi di fucile, in quel momento dormivano marito, moglie e figlio: gli accertamenti degli investigatori portarono subito in una direzione ben precisa, perché la figlia di quella coppia, era accompagnata con un ragazzo di Latina, venditore di auto, arrestato giusto venti giorni prima per un giro di truffe ai danni delle compagnie assicurative, inchiesta che aveva portato anche a scoprire un ricatto hard ai danni di una professionista.