E' fissata per il prossimo 13 agosto davanti ai giudici del Tribunale del Riesame l'udienza per la richiesta presentata dal legale dell'uomo di 69 anni condannato a otto anni di reclusione per violenza sessuale e maltrattamenti sugli animali. E' ritenuto l'aguzzino del cane Lucky e l'imputato, assistito dall'avvocato Giovanni Codastefano, ha chiesto gli arresti domiciliari, è detenuto da quasi un anno, a quando era stato fermato dagli investigatori del Nipaaf della Forestale dei carabinieri.
In una occasione la difesa aveva chiesto per il proprio assistito una misura cautelare meno afflittiva al giudice Giuseppe Cario che aveva emesso la sentenza, ma la risposta era stata negativa. L'inchiesta era nata dopo la denuncia presentata da un familiare dell'uomo che aveva ricostruito quello che era accaduto tra le mura domestiche, a partire dagli episodi di violenza sessuale nei confronti della moglie. L'uccisione del cane Lucky, secondo quanto è emerso nelle indagini, era una vendetta trasversale da parte dell'uomo nei confronti della moglie. In aula c'è da sottolineare che si era costituita parte civile anche l'Associazione Amici del Cane.