Era prevedibile e infatti le speranze di un accoglimento del ricorso erano poche, vicine allo zero. Nei giorni scorsi i magistrati della Corte di Cassazione hanno respinto il ricorso presentato da tre imputati del processo dello scandalo dei fallimenti pilotati in Tribunale, il caso Lollo, come era stato definito anche dal giudice estensore della sentenza Piercarlo Frabotta e che ora rischiano di andare in carcere alla luce del decreto spazzacorrotti. Le indagini erano state condotte dal personale della Squadra Mobile e nel 2015 avevano portato anche all'emissione di misure restrittive.  Nonostante la scelta processuale del patteggiamento per loro si potrebbe aprire le porte del carcere. E' una situazione molto paradossale secondo le difese dei tre imputati che avevano deciso di patteggiare giocandosi anche il tutto per tutto con il ricorso davanti ai giudici della Suprema Corte che con una istanza inviata ai pm di Perugia che ora è al vaglio dei magistrati. Alternative alla detenzione in carcere non ci sono ma non è escluso che una volta che la Corte Costituzionale si pronuncerà sulla vicenda del decreto le cose possano anche cambiare. La situazione al momento è di stallo.  L'applicazione infatti del decreto spazzacorrotti per chi ad esempio ha scelto di patteggiare la pena, non pensando che entrasse in vigore - come hanno osservato alcuni legali - è paradossole.