La segnalazione di un cittadino che ha sentito due colpi secchi mentre passeggiava in centro e ha pensato agli spari di una pistola, ha messo in moto ieri sera la macchina dei soccorsi, tenendo col fiato sospeso i residenti del Palazzo Pennacchi e dintorni. Quello che si temeva fosse un crimine efferato, in realtà, si è rivelato essere un falso allarme, innescato probabilmente da un equivoco, a quanto pare petardi che hanno rimbombato tra le facciate degli edifici.
L'allarme è scattato poco dopo le 19:30, quando tra corso Matteotti e via Don Morosini c'era ancora parecchia gente e tra gli appartamenti della zona qualche famiglia iniziava a mettersi a tavola per la cena. È stato un passante, un uomo che camminava a piedi all'altezza del Consorzio di Bonifica a contattare la centrale operativa del 113: la sua segnalazione era ipotetica, ma abbastanza circostanziata. Dopo avere avvertito quelli che giudicava essere due spari di pistola, aveva alzato gli occhi e da un balcone ai piani alti del Pennacchi, aveva visto del fumo levarsi da dietro una tenda, cinque piani sotto la sommità del grattacielo.
In pochi minuti sono intervenute tre pattuglie della Squadra Volante che hanno fatto irruzione nel condominio con le dovute cautele. I presupposti per ipotizzare qualcosa di grave c'erano tutti, le situazioni familiari complesse da quelle parti non mancano e il ricordo delle ultime tragedie è ancora vivido. Senza dimenticare il fattore criminalità, con una lunga serie di arresti per droga messi a segno dalla Polizia proprio agli ultimi piani del Pennacchi.
Nel frattempo sono intervenuti anche gli investigatori della Squadra Mobile ed è stato richiesto anche il coinvolgimento di vigili del fuoco e ambulanza. Si pensava infatti che sarebbe stato necessario abbattere porte chiuse, come soccorrere persone ferite. Tra i curiosi assiepati sul marciapiede di via Don Morosini c'era persino chi sosteneva di avere sentito pronunciare, qualche giorno prima, minacce del tipo «T'ammazzo!» al culmine di una lite coniugale. Niente di tutto questo.
I poliziotti hanno iniziato a citofonare ai condomini, compresi gli appartamenti del piano cui si riferiva l'autore della prima segnalazione, ma non è emerso nulla. Anzi, è saltato fuori che qualche piano più sopra una famiglia di stranieri stava festeggiando il compleanno del figlio. L'ipotesi più probabile sembra essere quella di petardi esplosi in maniera goliardica da qualche ragazzino, come conferma una donna: «Ma qua sparano tutti i giorni i botti, come se fosse sempre Capodanno». Mentre un condomino di un palazzo vicino ci conferma: «Stavo guardando la televisione con la finestra aperta quando ho sentito i due botti ravvicinati e non ho pensato proprio che si trattasse di spari».