L'esecuzione è sospesa. Non andranno in carcere i tre imputati del processo per lo scandalo dei fallimenti pilotati che avevano patteggiato la pena davanti al giudice Piercarlo Frabotta del Tribunale di Perugia. Il nodo relativo all'applicazione del decreto spazzacorrotti per il momento è stato sciolto con l'accoglimento dei magistrati umbri dell'istanza presentata dai difensori dei tre professionisti pontini che avevano scelto una strada processuale alternativa puntando sull'applicazione della pena in base alla richiesta delle parti.  Niente carcere, la situazione è di stallo in attesa anche che si pronunci la Consulta e in attesa della data di quando sarà fissato l'incidente di esecuzione.  Il caso si è sviluppato nel corso di diverse tappe: dal ricorso discusso in Corte di Cassazione lo scorso 17 luglio, al pronunciamento dei giudici fino al deposito delle motivazioni ma la partita è andata avanti ai tempi supplementari con l'istanza che è stata presentata alla Procura di Perugia chiedendo un incidente di esecuzione per verificare l'applicabilità della norma del decreto anche per i reati commessi prima del gennaio del 2019 quando è entrato in vigore.  Sulla norma non erano mancate le polemiche da parte di moltissimi avvocati è una norma aberrante e anche paradossale sotto diversi punti di vista.
I difensori  Alessandro Paletta e Roberto Baratta che assistono i tre imputati,  avevano presentato una istanza alla Procura di Perugia, giocandosi il tutto per tutto, era stata una mossa dettata dalla consapevole dopo che la Cassazione aveva rigettato il ricorso e gli inquirenti alla fine hanno chiesto un incidente di esecuzione che si svolgerà davanti al gip del Tribunale di Perugia. La data non è stata fissata ancora e in quell'occasione il magistrato potrà decidere in tre direzioni: inviare gli atti alla Corte Costituzionale, disporre il carcere e quindi far diventare esecutiva la condanna oppure niente carcere con l'affidamento ai servizi sociali. Sono delle misure alternative alla detenzione. E' questo l'ultimo risvolto del post processo per lo scandalo dei fallimenti.