È tornata in libertà la donna nigeriana di 28 anni, arrestata venerdì mattina dai Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Latina per l'inspiegabile quanto violenta aggressione consumata ai danni di un'addetta alle pulizie all'interno del pronto soccorso. Lo ha stabilito il giudice monocratico del Tribunale di Latina a margine del processo celebrato con rito direttissimo: dopo la convalida, infatti, l'udienza è stata rinviata e alla richiedente asilo politico è stata concessa la sola misura cautelare dell'obbligo di firma.
L'episodio si era consumato in circostanze difficili da spiegare, senza una logica ben precisa e la donna finita in manette mostra evidenti segni di squilibrio, ma la violenza del tutto gratuita con la quale si era avventata contro l'operatrice dell'ospedale Santa Maria Goretti, aveva destato stupore e incredulità. Basti pensare che la vittima, colpita con pugni al volto dopo essere stata spinta con la testa contro un sostegno in ferro, aveva richiesto le cure dei medici ed era stata dimessa con una prognosi di trenta giorni, quindi con lesioni personali tali da far scattare un provvedimento d'ufficio da parte delle forze dell'ordine, anche in assensa di una denuncia formale. Oltretutto la straniera si era ribellata all'intervento dei Carabinieri, opponendo un'energica resistenza.
Insomma, con il suo comportamento la 28enne ha dimostrato di essere socialmente pericolosa, ma per ora è sufficiente l'obbligo di presentazione in caserma per la firma per tenerla sotto controllo. Almeno fino alla prossima udienza, quando potrebbe essere condannata e tornare nuovamente in libertà. In compenso la folle impresa di cui si è resa protagonista potrebbe influire sulla richiesta di asilo politico ancora in via di definizione.