Deve essere il Sistema Sanitario Regionale a garantire la copertura dei costi per le ore di terapia del trattamento ABA (Analisi del Comportamento Applicata) per un bimbo autistico. Questo quanto ha deciso il Tribunale di Latina, che ha accolto il ricorso d'urgenza presentato dai familiari del minore, assistiti dagli avvocati Mauro Venturino e Veronica Terelle contro la Asl.
Con il provvedimento emesso, il giudice Umberto Maria Costume sottolinea il diritto del bimbo a ricevere le cure. Fino ad oggi, è stata la famiglia a farsi carico dei costi. Da febbraio 2018, però, le cose sono cambiate perché uno dei genitori ha perso il lavoro. La contestazione che la variazione peggiorativa della situazione economica era prevedibile già dalla data del licenziamento è stata respinta. Questo perché, come sottolinea il giudice, la riduzione delle potenzialità economiche avverrà solo con l'imminente cessazione del trattamento previdenziale e il beneficiario chiaramente aspira al ricollocamento nel mondo del lavoro. Inoltre, non può ritenersi plausibile, come prospettato dalla convenuta, che il rito ordinario si sarebbe potuto concludere entro i confini temporali della copertura offerta dal sussidio della disoccupazione.
In parole povere, il rischio era quello di una interruzione della terapia, che - citando il provvedimento del magistrato - «senza alcun dubbio provocherebbe un pregiudizio grave e irreparabile alla salute del minore», visto che anche le Linee Guida ribadiscono la necessità di intervenire con trattamenti terapeutici costanti e intensivi nella fase di crescita. Il giudice sottolinea inoltre come il potere autorizzatorio della pubblica amministrazione nel valutare le esigenze sanitarie e il rapporto costi/benefici venga meno nei casi in cui ci sia una situazione d'urgenza con rischi irrevocabili per la salute del cittadino. Un'esigenza fondamentale, la tutela della salute, che trova la sua derivazione nella Costituzione e che dunque prevale sulle esigenze economiche della pubblica amministrazione.
Nella situazione di specie, la documentazione depositata per il giudice rivela «indiscutibilmente la significativa fruttuosità per le condizioni di salute del piccolo del modello terapeutico Aba». Aspetto sul quale la stessa Asl «non muove alcuna specifica contestazione». In conclusione, per il giudice è dimostrata «la sicura sussistenza del diritto del minore, affetto da autismo, all'erogazione, da parte del Servizio Sanitario Nazionale, di un trattamento cognitivo comportamentale modello Aba». Il servizio dovrà essere garantito per venti ore settimanali e per la durata di 12 mesi.