Viene considerata una grande piazza di spaccio a cielo aperto, il quartiere Nicolosi, perché il reticolo di strade e cortili tra le palazzine gialle di fondazione viene controllato ancora oggi in maniera capillare dalle bande di spacciatori nordafricani, in continua lotta tra loro per assoggettare i pusher ai narcotrafficanti italiani di riferimento. Il quadrilatero che si sviluppa attorno a via Corridoni è infatti uno dei pochi luoghi di Latina, se non l'unico, dove le vedette non hanno mai spesso di operare: nei giorni scorsi ne abbiamo vista una all'opera, spontanea quanto impeccabile nei movimenti, meritevole di essere descritta.
Probabilmente i ruoli non sono sempre assegnati in maniera schematica in stile Scampia, ma la coesione è la parola d'ordine tra gli immigrati originari del Maghreb: da quelle parti ci si aiuta a vicenda per uno scopo comune, ma se qualcuno si ribella le punizioni sono esemplari, a suon di botte e coltellate, fendenti a colpi di bottiglie di vetro.
È raro trovare il quartiere deserto di giorno. Agli angoli delle strade c'è sempre qualche gruppetto di persone che chiacchierano, giovani seduti sui muretti col telefono sempre in mano. È un via vai continuo di stranieri che girano a piedi oppure in bicicletta: il primo che nota un movimento sospetto, fa un cenno agli altri. Non c'è pattuglia che sfugga a un passa parola che fa parte della dialettica quotidiana.