Adesso bisognerà attendere il 19 marzo 2020, quando in aula saranno ascoltati i figli dell'anziana di Terracina che sarebbe stata truffata dalla badante di origini romene. I figli della signora, come parti offese, si erano infatti già costituiti parte civile, su indicazione dello studio legale Pietricola, anche nell'udienza preliminare dell'aprile scorso davanti al giudice Mario La Rosa. Sono stati loro, una volta scoperta la presunta truffa nel 2016, a sporgere denuncia e a portare in tribunale M.V.D., classe 1982, difesa dall'avvocato Orfeo Palmacci, che deve rispondere di "circonvenzione di incapace", come stabilito dalla Procura di Latina che ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio, nel processo iniziato ieri presso il tribunale di Latina con il dibattimento davanti al giudice Enrica Villani.
La 37enne è accusata di aver indotto l'anziana di cui si occupava a renderla beneficiaria dei ratei della pensione per circa 65mila euro. I fatti sarebbero andati avanti fino a ottobre del 2016, mentre la querela sporta dai figli della donna davanti agli agenti del commissariato di polizia di Terracina risale a fine settembre del 2015.
Secondo la tesi sostenuta dall'accusa, la badante avrebbe abusato dello stato d'infermità dell'anziana, incapace di intendere e di volere, inducendo la stessa a rendere l'attuale imputata beneficiaria dei ratei della pensione. Una somma che è stata quantificata in 65.263 euro. Un danno patrimoniale, dunque, ritenuto di «rilevante gravità» nella lettura dei fatti da parte della Procura.
Ovviamente del tutto opposta quella della difesa dell'imputata, pronta a "dare battaglia" in sede dibattimentale. L'avvocato Palmacci, infatti, sostiene che la somma contestata sia stata prelevata per delle spese della signora, assistita dalla 37enne per un arco temporale anche piuttosto lungo. Nessuna circonvenzione d'incapace, insomma, a detta della difesa.