Sono passati 10.592 giorni da quando Marisa Gentile ha visto per l'ultima volta gli occhi di suo marito Davide Cervia e da quando Daniele ed Erika, i due figli della coppia, hanno inconsapevolmente vissuto il loro ultimo abbraccio con il loro papà. Una vera agonia, lenta e atroce, per un mistero di Stato, qual è la scomparsa dell'ex sottufficiale della Marina Militare Italiana, che ancora oggi non trova soluzione e resta una ferita aperta per tutta la nazione.

Sono infatti trascorsi 29 anni da quel 12 settembre 1990, ossia da quando il perito elettronico originario della Liguria, ma da tempo residente ai Castelli Romani, venne rapito da un commando composto da persone ancora oggi ignote mentre tornava nella sua casa di Colle dei Marmi, a Velletri, dopo una giornata di lavoro passata in una fabbrica di Ariccia.

Dalle ore successive a quella inaspettata scomparsa, Marisa Gentile, il padre Alberto e, dopo essere cresciuti abbastanza da poter lottare accanto alla propria mamma, anche Erika e Daniele hanno cominciato a chiedere verità e giustizia. Lo hanno fatto in ogni sede giudiziaria possibile, nelle piazze, sui media, nei palazzi istituzionali. E nonostante l'archiviazione dell'inchiesta penale tra il 1999 e il 2000 perché erano ancora ignoti gli autori del sequestro di persona, la battaglia per la verità è andata avanti al Tribunale civile, con i giudici di Roma che recentemente hanno condannato il ministero della Difesa per aver violato il diritto alla verità da parte dei Cervia. Una condanna contro cui lo Stato aveva inizialmente promosso ricorso, salvo poi ritirare quell'impugnazione e consegnare il simbolico euro di risarcimento ai Cervia (la famiglia aveva infatti rinunciato alla richiesta originaria di cinque milioni di euro a fronte della rinuncia dell'Avvocatura dello Stato alla prescrizione, ndr) dopo alcuni mesi dall'insediamento al ministero della Difesa della veliterna Elisabetta Trenta.

Il ministro, tra l'altro, si era fatto promotore della richiesta di istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta sulla scomparsa di Cervia: un impegno che si è assunto anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, cui oggi, a distanza di 29 anni dalla misteriosa scomparsa di Cervia, spetta sollecitare le Camere a dare corso a quanto ipotizzato nelle scorse settimane, al fine di "regalare" a Marisa, Daniele ed Erika quella verità che cercano da 10.592 giorni.