In Tribunale per le Fonti di Lucullo. A essere citato in giudizio è il Comune di San Felice Circeo e la vicenda, risalente al 2016, riguarda un incidente avvenuto all'interno dell'area archeologica. La prossima udienza è fissata per martedì 24 settembre e in questi giorni la Giunta ha deliberato sulla costituzione in giudizio. Era il 15 maggio di tre anni fa quando la donna, parte attrice in questa causa civile, racconta di essere caduta nel sito delle Fonti di Lucullo mentre scendeva la scalinata di accesso. Per questo motivo ha chiesto al giudice di «accertare e dichiarare l'esclusiva responsabilità del Comune di San Felice Circeo al risarcimento dei danni subiti».
Il Comune, a giugno di quest'anno, ha inoltrato la documentazione al broker, ma – si legge nella delibera datata 5 settembre - «ad oggi» non è arrivata alcuna nota né da parte del broker né da parte della società di assicurazione. Per questo motivo la Giunta ha deciso di costituirsi in giudizio per far valere le proprie ragioni, anche alla luce di una nota del 27 luglio 2017 sottoscritta dal responsabile del settore Lavori pubblici e Servizio tecnologico. Un documento nel quale con molta probabilità si descrive lo stato dei luoghi del punto in cui è avvenuto l'incidente. L'incarico per la difesa in tribunale del Comune è stato affidato all'avvocato Corrado De Angelis. L'udienza si terrà il 24 settembre.
In attesa degli sviluppi della causa civile, resta in piedi anche un'altra questione: la riapertura del sito archeologico. L'area, dopo una riqualificazione complessiva avvenuta durante la precedente amministrazione, è ormai chiusa da tempo e dunque non visitabile. In merito, non è mai stato chiarito né il perché della chiusura né tantomeno sono state precisate eventuali tempistiche per la riapertura.