Ha negato le accuse il cittadino straniero, arrestato nei giorni scorsi dalla polizia per aver picchiato la moglie incinta. Ieri davanti al giudice per le indagini preliminari Giuseppe Molfese, si è svolto l'interrogatorio di garanzia e difeso dagli avvocati Angelo Palmieri e Gianluca La Penna, l'uomo ha risposto tentando di allegerire la sua posizione. La difesa ha chiesto la revoca dell'ordinanza di custodia cautelare perché non ci sono gli elementi costitutivi del reato e hanno chiesto in sub ordine il divieto di avvicinamento. L'uomo deve rispondere dell'accusa di maltrattamenti e poi anche di lesioni, ed era stato il pubblico ministero Daria Monsurrò a chiedere la misura restrittiva che era stata notificata. Il bengalese di 34 anni, era finito in carcere per una vera e propria escalation di violenze ai danni della compagna, connazionale. L'episodio più drammatico era avvenuto ad agosto quando la donna era rimasta incinta e si era rifiutata di abortire rispetto a quello che invece voleva l'uomo.  Erano stati gli investigatori della Squadra Mobile, diretti dal dirigente Giuseppe Pontecorvo, a coordinare l'inchiesta e ad arrestare l'uomo che è finito in carcere. In una occasione la donna era stata picchiata e lasciata in strada e a seguire era stata trasportata in ospedale al Goretti e aveva riportato una prognosi di 21 giorni con diverse ferite riportate in molte parti del corpo. In un secondo momento aveva presentato la denuncia.