"Gloria è morta per i figli. In questo processo ci sono state delle fonti eterogenee di ogni estrazione sociale che ci hanno detto la stessa cosa. Hanno parlato medici, vicini di casa, ma anche gente che ha avuto problemi con la giustizia e ci hanno ripetuto la stessa cosa.  Non è avvenuta una disgrazia, c'era un clima conflittuale  e Gloria Pompili è stata lasciata da sola, non voleva che nessuno vedesse i segni delle botte. Gloria è stata uccisa" E' questo uno dei passaggi  chiave della requisitoria del Procuratore Aggiunto Carlo Lasperanza nel processo per l'omicidio di Gloria Pompili, uccisa nell'agosto del 2017 e morta in una piazzala di sosta a Prossedi. La donna originaria di Frosinone si prostituiva nella zona del litorale romano tra Anzio e Nettuno ed era costretta - secondo le indagini- a vendere il suo corpo per mantenere i due figli piccoli. Oggi la pubblica accusa al termine di un intervento durato 15 minuti ha chiesto 24 anni di reclusione per Loide Del Prete, zia della vittima  e per il compagno all'epoca dei fatti, accusato anche lui di omicidio: si tratta di Saad Mohamed Elesh Salem e che ha rilasciato spontanee dichiarazioni prima che la parola passasse all'Aggiunto. Sono stati richiesti 12 anni infine anche per il fratello di Saad Mohamed Elesh Salem.  "Signori giudici non mi potete condannare per la morte di Gloria, anche se lo ammetto sono stato superficiale". La requisitoria dell'accusa è stata molto strutturata ed essenziale, il magistrato che aveva coordinato le indagini per risalire ai presunti responsabili arrestati dai carabinieri del Comando Provinciale di Latina, ha evitato i fronzoli ma è andato direttamente al cuore dell'inchiesta e ha consegnato una requisitoria scritta di 50 pagine dove ripercorre i fatti, incrocia i dati relativi all'esito dell'autopsia, raccoglie i riscontri delle molte testimonianze e mette insieme una serie di indizi. In aula poi ha parlato la parte civile con l'avvocato Maria Pia Coreno in rappresentanza anche dell'avvocato Tony Ceccarelli.   L'udienza riprenderà il prossimo 11 ottobre quando parleranno le difese a seguire non è escluso che i giudici della Corte d'Assise, presieduta Gian Luca Soana, entri in camera di consiglio.