Al termine della camera di consiglio i giudici lo hanno assolto dalla maggior parte dei capi di imputazione e lo hanno condannato a sei anni e otto mesi di reclusione per una rapina commessa a Latina.  Sul banco degli imputati nel processo che si è concluso ieri in Tribunale, c'era Alessandro Liuzzi, 44 anni, residente nel capoluogo pontino, condannato per un colpo ai danni di un corriere che aveva fruttato alcune centinaia di euro. E' stato assolto invece da altri capi di imputazione, tra cui maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale sempre tra le mura domestiche, estorsione e porto di arma.  Ieri mattina in aula, davanti al Collegio Penale composto dai giudici Francesco Valentini, Enrica Villani e Maria Assunta Fosso, si è svolto l'ultimo atto dell'udienza e dopo che è stato chiuso il dibattimento si è svolta la discussione. La pubblica accusa rappresentata dal pubblico ministero Martina Taglione ha ripercorso tutti i fatti riportati nel capo di imputazione, chiedendo alla fine la condanna. I legali dell'uomo, gli avvocati Alessia Vita e Maxime Rocca hanno cercato di scardinare le accuse sconfessando in pieno l'impianto accusatorio. La difesa ha portato in aula una serie di documenti per dimostrare l'estraneità ai fatti dell'uomo per le accuse di violenza e maltrattamenti e sono stati depositati oltre cento messaggi telefonici che dimostrerebbero invece che tra l'imputato e la parte offesa, i rapporti erano amichevoli e affettuosi e non come è emerso nel corso dell'inchiesta.