La lista delle parti offese è lunga e assortita. Le vittime dei furti della banda seriale, comparsa ieri mattina in Tribunale a Latina davanti al gup Mario La Rosa, è sparsa in mezza Italia: dal Tirreno all'Adriatico, da Latina ad Anzio, da Sulmona a San Benedetto del Tronto. In aula si è presentata anche una coppia di anziani sostenendo di essere stata vittima della temibile gang. "Ci hanno rubato tutto, almeno 50mila euro di roba", hanno detto e volevano sapere dove poter esaminare la refurtiva recuperata nel corso dell'operazione San Valentino. Hanno saputo dell'udienza e si sono presentati in Tribunale. Due famiglie el capoluogo inoltre sono pronte a costituirsi parte civile.  Se poteva sembrare interlocutorio, in realtà l'appuntamento in aula sulla banda seriale che aveva colpito anche in via Palermo, dove era morto uno dei complici, Domenico Bardi, ha portato alla richiesta di costituzione di parte civile di due vittime degli oltre ottanta furti contestati nella monumentale ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Giorgia Castriota che ha contestato per tutti l'associazione per delinquere.
Nessun colpo di scena in aula, ieri il collegio difensivo, come era prevedibile, ha presentato delle richieste per riti alternativi e in questo caso tutto e dieci gli imputati hanno scelto il rito abbreviato, un giudizio previsto dal codice che prevede la riduzione di un terzo della pena. L'udienza riprenderà il prossimo 29 novembre quando sarà il turno del pubblico ministero Simona Gentile con la requisitoria e poi si riprende il 13 dicembre e non è escluso qualcuno degli imputati possa rilasciare spontanee dichiarazioni. Quasi di sicuro per gennaio o al massimo entro febbraio il processo dovrebbe arrivare ad una sentenza, a distanza di un anno esatto dalla notifica delle misure cautelari.  La gang grazie ad un esperto informatico che consultava le visure Aci di una targa di un'auto per trovare l' indirizzo dell'abitazione con la certezza di andare sul velluto perché i proprietari potevano essere al teatro o al ristorante. I luoghi preferiti dove alcuni imputati si piazzavano per seguire le vittime e dare il via al furto ai complici. L'inchiesta era stata condotta dalla Squadra Mobile di Latina e l'operazione scattata lo scorso 14 febbraio aveva portato all'arresto di 10 persone, tutte residenti a Napoli che devono rispondere di associazione per delinquere