I familiari di Emiliano Floris non si arrendono e vogliono andare fino in fondo. Vogliono la verità. Nonostante la richiesta di archiviazione della Procura per la morte del commesso di 44 anni di Latina, in circostanze tutte da chiarire, adesso è stata fissata la data dell'udienza per l'opposizione all'archiviazione. In aula si andrà il 17 gennaio davanti al giudice Giuseppe Cario che dovrà decidere se disporre nuove indagini. I familiari, rappresentati dall'avvocato Francesco Di Ciollo, hanno impugnato l'archiviazione della Procura che risale ai mesi scorsi. Sono molte le domande e i dubbi sulla morte dell'uomo. E sono più di semplici perplessità che i familiari hanno sollevato in diverse occasioni. Emiliano Floris era scomparso nel giugno del 2018 al Santa Maria Goretti senza che i genitori e la sorella sapessero qualcosa, a partire dal ricovero. Erano all'oscuro di tutto. Nell'opposizione all'archiviazione erano stati ricostruiti gli ultimi giorni di vita del 44enne, a partire dal 21 maggio quando Emiliano aveva salutato i familiari e i colleghi di lavoro. In tanti pensavano che andasse in una comunità dove era stato in passato e invece non era così. I familiari lo avevano cercato ripetutamente a Latina e nelle zone da lui frequentate, fino a quando non erano stati avvertiti della morte dallo staff del Goretti.  E c'è un particolare che per le parti offese deve essere approfondito e riguarda l'identificazione di chi ha accompagnato il 44enne in ospedale a Latina; poco prima dell'arrivo al Pronto Soccorso, Emiliano aveva assunto sostanze stupefacenti e subito dopo era stato lasciato all'ingresso del Goretti da qualcuno che poi ha fatto perdere le tracce. Il padre, la madre e la sorella dell'uomo chiedono nella richiesta presentata al Tribunale di risalire al pusher che ha venduto la dose fatale di droga provocando la morte.