E' stato il turno di un investigatore della Squadra Mobile di Latina che si era occupato delle indagini, ieri in aula nel corso del processo sullo spacchettamento del verde dove il Comune di Latina si è costituito parte civile. E' stata l'occasione per i giudici per ricostruire le modalità con cui era nata l'indagine diretta dai pm Cristina Pigozzo e Luigia Spinelli e il testimone dell'accusa ha focalizzato l'attenzione in particolare sui rapporti tra Fabrizio Cirilli, ex vicesindaco di Latina all'epoca dei fatti e uno dei responsabili delle coop finite al centro dell'inchiesta: Dario Campagna.  L'investigatore ha spiegato che i rapporti tra i due erano amichevoli e che proprio questo avrebbe giustificato i continui sospetti sulle cooperative. Da una parte c'era l'amministrazioine, dall'altra invece c'erano le coop.  L'agente dopo aver risposto alle domande del pm Andrea D'Angeli, è stato sottoposto al contro esame da parte degli avvocati Armando Argano, Gianni Lauretti e Francesca Roccato e nel corso della deposizione ha ripercorso le tappe dell'inchiesta contenute nell'informativa che era stata inviata dal dirigente della Squadra Mobile dell'epoca, Tommaso Niglio.  L'inchiesta era nata nel 2014 ed era stata ribattezzata come quella dello «spacchettamento del verde» e il metodo riguardava l'affidamento dei lavori utilizzando il sistema dell'urgenza e della somma urgenza. Agli atti del processo sono finite molte carte come ad esempio la determina del 24 giugno del 2011 relativa alla sistemazione urgente di aiuole e alla segnalazione di alberi pericolosi per la circolazione stradale.