Non ci sono dunque soltanto i beni immobili ad essere sottratti agli autori dei reati. Anche le auto - una volta che emerge che rappresentano il profitto di una condotta illecita - finiscono sotto chiave. In un secondo momento scatta la riconversione con l'immatricolazione e poi il cambio di proprietà. E' il caso di un lussuoso suv e altri veicoli sequestrati durante l'operazione Commodo, quella relativa alla scoperta del fenomeno del caporalato da parte degli agenti della Squadra Mobile. In quella circostanza - dove era stata contestata anche l'associazione per delinquere e in alcuni casi l'estorsione - il gip Gaetano Negro aveva disposto il sequestro di alcuni veicoli nell'ambito di un processo che per alcuni indagati è ancora in corso. In questo caso infatti non si può ancora parlare di confisca anche se c'è un suv che è ugualmente in uso dalla polizia, in attesa della pronuncia del Tribunale.  Ci devono essere però determinate condizioni per sottrarre i mezzi agli autori dei reati. Nel corso delle inchieste, le auto che vengono sequestrate come nel caso dell'esecuzione di un provvedimento restrittivo, a seguire vengono date in via provvisoria alle forze dell'ordine con la custodia giudiziaria e diventano un simbolo di legalità.
Sul fronte dei beni confiscati in provincia di Latina, in base all'ultima conferenza di servizi che si era svolta pochi mesi fa, è emerso che sono 158 quelli presenti sul territorio per un valore complessivo di 21 milioni di euro. Lo scorso settembre la Regione Lazio ha stanziato oltre un milione di euro per finanziarie interventi di recupero e ristrutturazione dei beni confiscati. «La restituzione alla collettività dei beni confiscati rappresenta la risposta più concreta alle richieste dei territori e alle esigenze dei cittadini», avevano spiegato con una nota d