Appena iniziati sono stati sospesi, ma alcuni effetti sono visibili. E ora si dovrà chiarire quali siano e se esistano tutte le autorizzazioni per i lavori di movimento terra eseguiti da privati il 9 ottobre scorso su un tratto del declivio del centro storico alto, tra via San Francesco Vecchia e via San Francesco Nuova.

Siamo a due passi dal vecchio ospedale, quasi attaccati al Parco della Rimembranza, in quella che viene definita l'Acropoli. C'è un'area urbana dalla titolarità incerta, su cui da anni ormai esercitano una proprietà di fatto dei privati. Lo sbancamento risale a circa un mese fa ed è stato effettuato livellando il declivio per mezzo di una ruspa entrata dal parcheggio pubblico. Il giorno stesso sono partite numerose segnalazioni sia ai vigili urbani che ai carabinieri. La polizia locale, una volta sul posto, ha immediatamente sospeso i lavori e avviato gli accertamenti. Del caso si stanno occupando anche i carabinieri forestali.

A riprova di quanto delicata sia tutta l'area dell'acropoli, basti pensare che proprio su quel fazzoletto di terreno, lo scorso anno c'era stata un'altra segnalazione alla Soprintendenza e al Comune. Durante una bonifica del sito per eliminare la vegetazione infestante, sollecitata dalla prefettura al privato, è spuntato un muraglione di epoca romana prima di allora rimasto sconosciuto. La segnalazione venne fatta alla Soprintendenza e al Comune dall'Archeoclub, chiedendo, visto quanto emerso, la tutela di tutta l'area. Dal Mibact territoriale sono arrivati gli archeologi per fare i saggi, dal Comune solo silenzio. E si arriva al 9 ottobre scorso. Stando a chi segnala, sull'area non è mai comparso un cartello di lavori in corso, e non è chiaro chi sia il tecnico abilitato che certifica la regolarità dell'intervento, necessario quando ci si trova su una zona vincolata. Qui i vincoli sarebbero addirittura tre: paesaggistico, archeologico e monumentale. Ma i residenti sono preoccupati anche per le conseguenze per la sicurezza del sito. Essendo in pendenza, l'eliminazione della vegetazione e della terra sotto il parcheggio pubblico, fa temere ricadute dal punto di vista idrogeologico. Vista anche la fuoriuscita delle radici di un albero di alto fusto, chiamato "albero del paradiso", e la demolizione di alcuni muretti che potrebbe aver modificato la tenuta del declivio. Tutti timori che però dovranno essere verificati. Così come si dovrà verificare se vi sia, sull'area, da parte di qualche privato, un diritto di usucapione (che consenta, attraverso una scrittura notarile, di esercitare una proprietà di diritto) oppure no. In quel caso, il proprietario sarebbe sì legittimato a intervenire sulla sua area, ma sempre nel rispetto delle regole. Ovvero affidandosi a un tecnico abilitato. E sempre confrontandosi con la recente scoperta archeologica. Si vedrà.

Intanto, su impulso dei privati cittadini, a segnalare lo sbancamento ci sono anche l'Archeoclub e il Wwf Litorale laziale, ognuno per quanto di sua competenza. Entrambi chiedono verifiche e la tutela e la messa in sicurezza dell'area.