L'ultima operazione scattata al Lago di Fogliano, ha portato alla luce ancora una volta un fenomeno su cui carabinieri della Forestale stanno indagando. Sono i "trasfertisti della pesca di frodo", quasi sempre sono originari della Campania e fanno parte di un sistema che alimenta un mercato sottocosto di pesce: dalle spigole alle anguille. Gli investigatori della stazione di Fogliano, hanno recuperato nel corso di una mirata attività, una rete da pesca di trecento metri che serviva per catturare le specie che in questo periodo popolano uno tra gli specchi d'acqua più belli e incontaminati della provincia di Latina. Gli uomini dell'Arma, guidati dal brigadiere capo Giannantonio Baratto, durante un servizio di pattugliamento hanno notato qualcosa di strano e così è scattato il recupero e il sequestro di una rete posizionata per prendere spigole e orate che amano il Lago di Fogliano per l'acqua salmastra.  I controlli, coordinati dal maggiore Katia Ferri, si inseriscono in un ambito investigativo preciso per la tutela dell'ambiente. Non è un caso che nei giorni scorsi l'attività è stata a tappeto e sono stati sanzionati 5 pescatori illegali che erano a caccia di anguille.  Quando è scattato il controllo è emerso un particolare molto rilevante: sono tutti originari della provincia di Napoli e quasi tutti erano di Acerra. Cosa li ha spinti ad arrivare fino a Fogliano? Rispetto ad altri specchi d'acqua non è inquinato e poi perchè l'anguilla in particolare a Napoli, ha molto mercato.