Quattro o cinque anni spesso non bastano per arrivare a una sentenza: la prescrizione, in materia di abusivismo, è dietro l'angolo. Per questo motivo, il Comune di Fondi ha deciso che si costituirà solamente nei casi più gravi (abusi in aree vincolate o interventi realizzati senza autorizzazione paesaggistica) e a patto che tra la condotta contestata e la prima udienza non siano ancora trascorsi tre anni.
Questo quanto è stato stabilito in una recente delibera di Giunta, la 391 del 19 novembre. L'atto, assente il sindaco Salvatore De Meo, è stato approvato all'unanimità.
In materia di abusivismo edilizio, l'ente locale, ossia il Comune, viene indicato quale parte offesa nei procedimenti penali e ha quindi la possibilità di costituirsi parte civile per chiedere il risarcimento dei danni. «La costituzione di parte civile in detti procedimenti - si legge nella delibera - richiede un particolare dispendio di tempo, stante lo svolgimento delle udienze penali che possono prolungarsi per tutta la giornata». Inoltre, nell'atto si dice che «la maggior parte delle volte tali reati si estinguono per prescrizione già in primo grado» e che sussisterebbe «difficoltà nel provare il danno subito dall'ente territoriale».
Sono queste, dunque, le motivazioni che hanno spinto la Giunta municipale a modificare la linea in materia di costituzione di parte civile nei procedimenti per abusivismo. Il Comune di Fondi, stando a quanto previsto dalla delibera, si costituirà «esclusivamente» nei reati edilizi in area vincolata «in quanto sensibilmente più gravi» o per le opere edilizie realizzate senza autorizzazione paesaggistica o in difformità da essa. Poi, «tra la condotta criminosa accertata e la prima udienza indicata nel decreto di citazione diretta a giudizio», affinché l'ente si costituisca, devono essere passati meno di tre anni.
Il Comune, dunque, causa prescrizione "rapida" e lamentata difficoltà di provare il danno per il quale chiedere il risarcimento, sventola bandiera bianca per quanto riguarda alcuni procedimenti penali. Da adesso in poi, salvo ripensamenti, sì alla costituzione di parte civile, ma solo in determinati casi e a determinate condizioni.