La Procura di Latina aveva disposto l'archiviazione ma è stata presentata un opposizione e ieri il giudice del Tribunale Giuseppe Molfese ha disposto nuove indagini per fare luce su quello che è accaduto ad una bimba di due anni, residente in un centro dei Monti Lepini, finita al centro di una vicenda estremamente delicata, nata dopo la denuncia presentata dalla madre in Procura. La donna che è in fase di separazione dal marito, aveva chiesto agli inquirenti di esercitare l'azione penale per risalire alle cause di alcuni arrossamenti della bambina sul sederino che coincidevano - secondo quanto ipotizzato - con un fine settimana trascorso insieme al padre. Le indagini erano state condotte dalla Procura. La donna nell'esposto che era stato presentato ai carabinieri, aveva spiegato che la figlia al ritorno del fine settimana trascorso con il padre, era sembrata molto nervosa e aveva riferito una frase che per la donna poteva avere un significato preciso. "Papà bua", toccandosi le parti intime. All'esposto erano stati allegati anche dei certificati medici, tra cui uno del Santa Maria Goretti di Latina e del pediatra che prescriveva una visita specialistica dal neuropsichiatra alla bimba. Anche queste affermazioni erano state riportate dalla donna e verbalizzate in occasione della causa di separazione davanti al presidente del Tribunale; all'esito di una consulenza ginecologica non erano emerse lesioni che potevano far ipotizzare degli abusi sulla piccina e poi anche per altri motivi la Procura aveva chiesto l'archiviazione, tra cui un particolare avvenuto il giorno successivo ad una discussione. Il papà aveva annunciato alla ex moglie che se non le avesse fatto vedere la figlia avrebbe presentato una denuncia ai carabinieri ed è una cosa che effettivamente era avvenuta nel dicembre del 2018. Il giorno dopo questo episodio la donna era andata al Pronto Soccorso di Latina. Adesso sono state disposte nuove indagini.