Associazione mafiosa, traffico internazionale di sostanze stupefacenti, detenzione di armi e rapina aggravate dall'utilizzo del metodo mafioso e della transnazionalità.

Con queste ipotesi di reato, contestate a vario titolo, trentanove persone sono state arrestate nel corso della giornata di ieri dalla Guardia di finanza, mentre altre sei sono ancora ricercate - sia in Italia che all'estero - poiché destinatarie anche loro delle complessive 45 misure cautelari firmate dal gip di Reggio Calabria.

Parliamo dell'operazione "Magma", coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia presso la Procura della Repubblica del capoluogo calabrese ed eseguita dai militari del locale Comando provinciale delle Fiamme gialle.

L'inchiesta, iniziata con un maxi sequestro di droga effettuato in mare nell'ottobre del 2016, ha consentito di disarticolare la ‘ndrina riconducibile a una famiglia di Rosarno: un gruppo che non solo avrebbe avuto interessi e ramificazioni in Calabria - dove 19 persone sono state destinatarie delle misure cautelari -, ma avrebbe esteso i propri affari soprattutto nel territorio di Anzio, oltre a quelli di Nettuno, Ardea e Pomezia, in Toscana e Lombardia.

Proprio sul litorale romano sono diciotto le persone arrestate.