Quattro anni di pena. Si è concluso così il processo di primo grado, con rito abbreviato, celebrato nel Tribunale di Roma e a carico di un 33enne originario della Campania che, nella notte del 22 giugno dell'anno scorso, alla guida della sua Mercedes Classe A travolse sul Lungotevere della Vittoria lo scooter Honda Sh su cui viaggiavano lo chef Alessandro Narducci e la 25enne di Pomezia Giulia Puleio, professionista di sala che lavorava nello stesso ristorante con Narducci.

I due ragazzi finirono a terra e morirono sul colpo: di conseguenza, la Procura della Repubblica di Roma aprì subito un fascicolo d'indagine per l'ipotesi di reato di duplice omicidio stradale a carico dell'uomo, che risultò in perfette condizioni fisiche al momento dell'impatto fatale.

Le indagini sull'accaduto erano state chiuse già negli ultimi giorni di agosto dell'anno scorso e il processo si è aperto nei mesi successivi, con l'avvocato dell'uomo che ha chiesto il rito abbreviato per il suo assistito.

Il giudice, al termine del processo, ha accolto le richieste del pubblico ministero Pietro Pollidori e ha condannato il 33enne a quattro anni di pena, riconoscendogli le attenuanti generiche. In più, con la sentenza è stata anche riconosciuta una provvisionale superiore ai 200mila euro per le famiglie delle due vittime dell'incidente stradale.

L'imputato non era presente in aula al momento della sentenza: sembrerebbe che abbia deciso di non presenziare per non ferire ulteriormente i familiari dei due ragazzi morti, ai quali per almeno un paio di volte ha chiesto perdono inviando delle lettere.

In Tribunale, invece, oltre ai familiari dello chef e della professionista di sala c'erano gli amici di Giulia e Alessandro: al momento della lettura della sentenza si sono abbracciati tra loro, cercando di farsi forza a vicenda.