Questa volta "madame furto" finisce in carcere.
A novembre del 2018 le condanne a suo carico, ben 8, concorrevano ad una pena detentiva di 17 anni di reclusione di cui, però, in tutta la sua vita non aveva scontato nemmeno una minima parte.
A metà del 2019, dopo l'ennesimo arresto, a suo carico le accuse per qualcosa come 42 casi di furto accertati, facevano salire l'ammontare delle condanne a oltre 25 anni di reclusione. Anche in quel caso però, la oggi 34enne di origini bosniache che aveva sempre avuto Aprilia come base per i suoi spostamenti, e in qualche caso anche i campi rom della Capitale, non finì in carcere. D'altronde risulterebbe avere qualcosa come 14 figli, alcuni dei quali molto piccoli.
E' infatti questo lo stratagemma che la ladra incallita ha sempre usato per evitare di entrare e restare nelle galere: essere incinta. Da 15 anni lo è sempre stata. E non ha solo diversi figli, ha anche diversi alias, almeno 10 quelli registrati ufficialmente: Javranca, Marta, Mara, con cognomi come Petrovic, Iovanovic e altri. Li ha accumulati come i figli e come i futuri complici. Sì perché madame ha rubato da sempre e ha sempre insegnato a rubare anche ai suoi figli e a nuove leve dei campi di nomadi della capitale. In più occasioni è stata sorpresa e fermata proprio in compagnia degli "allievi". L'ordinamento italiano si è sempre dimostrato impotente di fronte ad una situazione del genere. E le forze dell'ordine costrette a fermarle, denunciarla, arrestarla, per poi rivederla puntualmente in giro il giorno dopo.
Adesso la situazione però sembra essere mutata dato che è stato finalmente deciso un aggravamento della pena per "madame furto": nella tarda mattinata di giovedì i carabinieri del Comando Stazione di via Tiberio  hanno eseguito il provvedimento emesso dall'Ufficio di Sorveglianza di Roma nei confronti della 34enne che al momento era sottoposta alla detenzione domiciliare perché già condannata per lo stesso reato. A quanto è dato sapere il provvedimento di sostituzione della misura restrittiva è scaturito in seguito alla constatazione dell'inidoneità del luogo dove la donna stava espiando la pena. L'arrestata è stata associata presso la casa circondariale di Latina.