La continua attività di vigilanza espletata dai carabinieri del N. A .S. di Latina sulla salubrità degli alimenti prodotti, posti in commercio e destinati sulle tavole dei consumatori, ha consentito, nei giorni scorsi, di fermare l'attività di un caseificio del territorio comunale di Cisterna di Latina, a causa di gravi carenze igieniche e strutturali dell'intero laboratorio di produzione. Il provvedimento restrittivo, adottato unitamente a personale ispettivo dell' A. S. L. di Latina, interessato dai militari operanti per l'attività prescrittiva finalizzata all'eliminazione delle gravi carenze rilevate, è stato però ignorato nei giorni successivi, dal responsabile del Caseificio che ha continuato l'attività produttiva delle mozzarelle, in dispregio del provvedimento di sospensione dello stabilimento di caseificazione ed in contrasto con  le elementari norme di sicurezza igienica e di buon senso da adottarsi nell'ambito dell'attività produttiva degli alimenti. Infatti ulteriori controlli espletati nei giorni successivi presso due esercizi commerciali di alimenti di Latina consentivano al personale di questo N.A.S. di rinvenire in commercio oltre 10 kg di mozzarelle prodotte dallo stabilimento di Cisterna di Latina mentre erano in atto lavori di ripristino delle corrette condizioni igieniche del laboratorio destinatario del provvedimento di chiusura.
Per tale motivo il responsabile del caseificio, che era stato già sanzionato con 2000 euro complessive per le mancanze rilevate nel corso del controllo allo stabilimento produttivo, è stato denunciato per inosservanza di un provvedimento dell'autorità in materia d'igiene e sanità. Le mozzarelle rinvenute in commercio e prodotte irresponsabilmente, sono state sequestrate e saranno destinate a sicura distruzione.
 
A Frosinone, nei giorni scorsi, i Carabinieri del N.A.S. denunciavano  due imprenditori responsabili di un' ingrosso di prodotti ortofrutticoli e conserve alimentari per aver violato i sigilli apposti in occasione  del pregresso sequestro di 10 box di 25 mq ciascuno, avvenuto circa due mesi addietro. I predetti depositi custodivano infatti conserve alimentari di origine vegetale ed animale, prodotti ortofrutticoli e bottiglie di acqua minerale, che essendo mantenuti in cattivo stato di conservazione ed insudiciati, costringevano i militari  ad operare il provvedimento restrittivo reale dei box-depositi, il cui valore, compreso gli alimenti contenuti, superava i 600.000 euro. Gli imprenditori denunciati, in dispregio del vincolo reale e dei sigilli apposti, avevano nel tempo continuato ad utilizzare i box per il deposito degli alimenti commercializzati all'ingrosso.