Hanno scelto la strada del silenzio i tre ladri, tutti appartenenti allo stesso nucleo familiare, arrestati dai carabinieri del Comando provinciale di Pesaro insieme ai colleghi della Compagnia di Latina per i furti commessi nelle Marche. Se la scelta di non rispondere e avvalersi di fronte alle contestazioni del magistrato appare per certi versi scontata, c'è da sottolineare un particolare nell'inchiesta. La svolta alle indagini che hanno portato dalle Marche verso sud e hanno imboccato la via Flaminia (da cui prende spunto l'operazione), arrivando fino alle porte di Latina, è stata casuale. La banda che aveva la base operativa a Sant'Ilario a poca distanza da Borgo Santa Maria e da Cisterna, come ha sottolineato il gip di Pesaro che ha emesso il provvedimento restrittivo, era assortita e scaltra nel mettere a segno i colpi. La svolta è arrivata a metà dello scorso ottobre quando in occasione di un furto e dopo che era scattato l'allarme, uno de presunti responsabili, il palo della gang, era stato fermato su una altalena dove cercava di non destare troppo nell'occhio. L'episodio era avvenuto a Mondolfo nel pesarese e in quell'occasione era stato fermato un 33enne mentre i suoi complici erano scappati. Al termine di tre mesi di indagini, i militari hanno chiuso il cerchio arrivando a notificare le ordinanze cautelari nelle lussuose ville dei tre indagati.
Per raccogliere elementi importanti e anche concreti, erano stati analizzati i filmati di un bar della zona dove si vedono i quattro indagati che acquistano dei dolci in un bar. I carabinieri alla fine delle indagini hanno stabilito che si trattava di una banda di specialisti che si muoveva con una certa facilità in diversi centri di Italia. Non è un caso che la scelta di notificare le ordinanze restrittive sia ricaduta in un giorno festivo come la domenica, l'unico in cui i componenti del sodalizio si riposavano e non andavano in trasferta.
Sono stati sorpresi nel sonno dai carabinieri. L'attività delle famiglie rom di origine croata era molto redditizia come testimoniano le lussuose abitazioni nascoste nella vegetazione di Sant'Ilario.
Alla fine il gip del Tribunale di Pesaro, Francesco Messina, ha disposto il carcere per un uomo di 37 anni, il figlio di 21 e il cognato di 33. Dopo l'interrogatorio gli atti sono stati inviati da Latina a Pesaro, competente per territorio