L'audizione
30.01.2020 - 13:00
Hanno scelto la strada del silenzio i tre ladri, tutti appartenenti allo stesso nucleo familiare, arrestati dai carabinieri del Comando provinciale di Pesaro insieme ai colleghi della Compagnia di Latina per i furti commessi nelle Marche. Se la scelta di non rispondere e avvalersi di fronte alle contestazioni del magistrato appare per certi versi scontata, c'è da sottolineare un particolare nell'inchiesta. La svolta alle indagini che hanno portato dalle Marche verso sud e hanno imboccato la via Flaminia (da cui prende spunto l'operazione), arrivando fino alle porte di Latina, è stata casuale. La banda che aveva la base operativa a Sant'Ilario a poca distanza da Borgo Santa Maria e da Cisterna, come ha sottolineato il gip di Pesaro che ha emesso il provvedimento restrittivo, era assortita e scaltra nel mettere a segno i colpi. La svolta è arrivata a metà dello scorso ottobre quando in occasione di un furto e dopo che era scattato l'allarme, uno de presunti responsabili, il palo della gang, era stato fermato su una altalena dove cercava di non destare troppo nell'occhio. L'episodio era avvenuto a Mondolfo nel pesarese e in quell'occasione era stato fermato un 33enne mentre i suoi complici erano scappati. Al termine di tre mesi di indagini, i militari hanno chiuso il cerchio arrivando a notificare le ordinanze cautelari nelle lussuose ville dei tre indagati.
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