Una strana incursione dei ladri, ieri notte, nello studio contabile del commercialista Matteo Adinolfi, eurodeputato della Lega, ha destato l'attenzione degli investigatori della Polizia, alimentando una serie di sospetti insidiosi. Per gli scassinatori si è trattato di un lavoro piuttosto facile, visto che in assenza di materiale di valore l'ufficio non era dotato di particolari sistemi antintrusione, ma il ruolo politico del professionista e il suo coinvolgimento indiretto nelle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia finora risparmiate dagli omissis e rimbalzate nelle ultime settimane, innescano una serie di interpretazioni su un fatto di cronaca che di strano ha un po' tutto.

Per intrufolarsi nello studio contabile al civico 30 di via Cavour, al piano rialzato di una palazzina del centro di fondazione del capoluogo pontino, i ladri hanno dovuto soltanto forzare una finestra. Poi le loro attenzioni si sono concentrate sugli uffici, ma secondo una prima stima dei danni, i soliti ignoti non avrebbero portato via altro che quattro computer. Forse potevano aspettarsi di trovare dei soldi, ma le circostanze del fatto restano comunque strane.