In poche ore Aprilia si ritrova a dover fare i conti e a dover metabolizzare il fatto che in città si è consumata un'estorsione con il metodo mafioso e che qualcuno abbia deciso di mandare un messaggio inquietante ad un geometra 47enne lasciandogli cinque cartucce di fucile calibro 12 in una busta nel giardino di casa. «Da qui a dire che ad Aprilia ci sia la mafia mi sembra un passo esagerato - ci ha detto ieri il sindaco Antonio Terra -. Questo è un territorio come molti altri, appetibile per gli interessi criminali come molti altri, intorno al quale hanno gravitato e forse gravitano soggetti criminali. Il che ci porta ad essere consapevoli che dobbiamo muoverci con estrema attenzione e ossequio delle norme, ma non mi sento di andare oltre».

Chiediamo al sindaco un commento sulla sentenza che per le intimidazioni ai danni di due imprenditori di Aprilia e Torvajanica e che allo stesso tempo ha escluso qualsivoglia risarcimento danni di immagini proprio alla città: «Non commento le sentenze, ma devo ricordare che i nostri legali avevano palesato più di qualche perplessità sulla opportunità di una costituzione in giudizio. Di fronte a questa cautela qualcuno ha provato a far passare il concetto che questa amministrazione non volesse fare questo passo. Volevamo semplicemente approfondire la questione per non fare un passo inutile. Ora vediamo di leggere cosa scriveranno i giudici».

La città sempre nelle scorse ore ha dovuto fare i conti con un altro fatto piuttosto preoccupante: l'intimidazione ad un cittadino di Campoverde: «Siamo vicini al geometra e alla sua famiglia. Confidiamo nel lavoro degli inquirenti. Anche in questo caso si deve capire esattamente come sia maturato questo gesto». Il sindaco ribadisce un concetto: «Non vogliamo sottovalutare alcun aspetto, alcun fatto. Ma allo stesso tempo devo ammettere che non ci è mail sembrato che ad Aprilia ci sia una vera emergenza criminalità organizzata. Certo dobbiamo amministrare con attenzione, e come abbiamo fatto, dobbiamo essere pronti a fare tutti i passi necessari. Come quello di chiedere di poter usare i beni confiscati alla criminalità. Lo abbiamo già fatto, lo continueremo a fare». Aprilia, in vista della possibile confisca di molti beni a diverse famiglie del posto, si è fatta avanti e ha richiesto l'affidamento di tali immobili. Perché oltre a colpire la criminalità nel portafogli, è fondamentale che la comunità si riappropri di quei beni.