Circa 50 pneumatici abbandonati davanti all'idrovora di Acquachiara, a poca distanza dal Lago di Fondi.

E' questa la segnalazione che arriva dal Circolo intercomunale Legambiente "Luigi di Biasio", dal quale con una nota hanno spiegato di aver segnalato alle autorità competenti l'abbandono illecito degli pneumatici «affinché possano essere svolti i dovuti accertamenti e si possano emanare i provvedimenti di competenza in merito alla rimozione, all'avvio a recupero dei rifiuti e al ripristino dello stato dei luoghi».

«Dal 2011 - ha spiegato la presidente Paola Marcoccia - è entrato in vigore il decreto che introduce il contributo ambientale. È il cittadino che può e deve fare la differenza. Ciascuno di noi quando compra uno pneumatico nuovo ma con regolare fattura paga anche il contributo ambientale che deve risultare ben visibile nel documento fiscale di vendita. Il contributo ambientale serve a finanziare le operazioni di raccolta e recupero degli pneumatici fuori uso».

Purtroppo, però, l'abbandono di questi pneumatici esiste ed è un serio problema, visto l'inquinamento che tale materiale provoca. «E' una situazione assurda se si pensa che un corretto conferimento dello pneumatico esausto agli impianti di recupero permette di separarne le diverse componenti (gomma, acciaio e fibra) ottenendo un ottimo materiale che può essere utilizzato per realizzare pavimentazioni stradali, arredi urbani, piste ciclabili, campi sportivi e molto altro».

Questa la chiosa finale della presidente del Circolo di Legambiente: «Vi invitiamo a segnalare sul sito www.cambiopulito.it episodi chiaramente illeciti accaduti nel campo della vendita di pneumatici nuovi o nella gestione degli pneumatici fuori uso (PFU). La segnalazione è completamente anonima. Gli obiettivi delle segnalazioni sono: ridurre i guadagni delle organizzazioni criminali che si arricchiscono grazie al flusso illegale degli pneumatici, sostenere e tutelare le aziende sane e gli operatori onesti dalle pratiche illegali e allo stesso tempo proteggere gli ecosistemi dagli smaltimenti illeciti».