Niente acqua santa, stop alla stretta di mano in segno di pace e Comunione che va ricevuta esclusivamente in mano.

Sono queste le indicazioni che i vescovi di Latina (prima) e Velletri (poi) hanno fornito ai parroci per comunicare ai fedeli di ogni comunità parrocchiale i cambiamenti da adottare nelle diverse "prassi" e nei gesti che quotidianamente vengono compiuti durante le Sante Messe.
Ad Albano, invece (diocesi in cui ricadono i Comuni di Aprilia, Anzio, Nettuno, Ardea e Pomezia), il vescovo almeno per il momento ha deciso - probabilmente a buona ragione - di lasciare tutto invariato.

La riflessione, infatti, è piuttosto semplice: se in Chiesa viene in qualche modo "vietato" il gesto della pace, sostituendolo con un inchino, occorrerebbe vietare anche le strette di mano e i baci di saluto in luogo pubblico, cosa che chiaramente non spetterebbe ai vescovi.
A tal proposito, il pensiero è molto semplice: in quanti, incontrandosi prima o dopo la funzione religiosa, si scambiano i "canonici" due baci sulla guancia oppure parlano a distanza ravvicinata? Probabilmente molti. E il rischio di "passarsi" un eventuale contagio da Coronavirus è pressoché lo stesso rispetto allo scambio della pace tra i banchi di una Chiesa.

E tutto questo, come si può ben leggere, senza entrare nelle dinamiche prettamente religiose dei gesti "sospesi".