La trovarono i carabinieri di Frosinone in un appartamento di Itri, dopo diversi giorni che era scomparsa da Alatri, dove viveva. Aveva 20 anni e l'ipotesi che poi diventò l'accusa nel lungo processo, fu che i quattro connazionali che vennero ritenuti responsabili di quel rapimento, avevano deciso di sequestrarla per farla prostituire. Ma ieri, a quasi 10 anni da quel 2 dicembre in cui la donna fece perdere le sue tracce, il tribunale collegiale di Frosinone si è pronunciato con una sentenza di assoluzione per i principali imputati, tutti difesi dall'avvocato Igor Ruggieri: dopo un lunghissimo iter giudiziario sono stati prosciolti.

La vicenda ebbe molto risalto, la notizia della 20enne scomparsa, che viveva con un'altra ragazza, un'amica, in una casa di Alatri, mobilitò diverse persone soprattutto nella zona e nelle campagne di Veroli, dove vennero fatte numerose ricerche. Poi arrivò l'indagine dei carabinieri di Frosinone, la pista di un eventuale rapimento e infine il ritrovamento, dopo circa 8 giorni, in una casa di Itri. Qui, i suoi connazionali l'avrebbero segregata, stando alla ricostruzione fatta dalla procura di Frosinone, dopo aver prelevato la 20enne nella zona industriale di Frosinone, per farla prostituire. Per impedirle di avere contatti con l'esterno le tolsero il telefono e la assoggettarono. Un'impalcatura accusatoria che non ha retto nel lungo l'iter giudiziario, caratterizzato anche da una rogatoria internazionale, su cui l'avvocato Ruggieri ha presentato un'eccezione e per questo è stata ripetuta. La colpevolezza dei tre romeni che erano imputati dei fatti più gravi è stata confutata dalla sentenza del 3 marzo scorso, quando il tribunale si è pronunciato, per i tre imputati, con una sentenza di assoluzione.