Falsi allarmi e comportamenti non proprio oxfordiani stanno caratterizzando il clima che si sta vivendo anche a Minturno, a causa del Coronavirus. Un episodio di "intolleranza", come definito da più parti, ma che è poco ribadire che si è trattato di un atto ingiustificabile, si è verificato in un esercizio pubblico di Scauri. Una signora di 76 anni, tra l'altro sottoposta attualmente a chemioterapia, è stata fatta oggetto di una offesa gravissima da parte di un avventore, il quale ha intimato alla donna di uscire dal locale, solo perché il suo cognome è simile ad una delle famiglie coinvolte, loro malgrado, e in quarantena, nel caso della signora di 54 anni giunta a Minturno da Cremona. La denuncia è stata fatta dalla figlia, che tra l'altro vive al nord, che sui social ha raccontato quanto accaduto. Tra l'altro la signora di Cremona non solo non ha avuto contatti con la signora 76enne, ma non è nemmeno parente. "Un maleducato- ha spiegato la figlia della signora presa di mira- ha intimato a mia madre di uscire dal locale, in presenza di altre persone e nessuno ha proferito parola. E' scandaloso e vergognoso quanto è accaduto; alcuni si stanno accanendo su una famiglia, amici e conoscenti, trattati come degli appestati". Durissime e numerose le reazioni sui social, dove si condannava il comportamento dell'uomo protagonista dell'episodio. E intanto continuano le fake news e i falsi allarmi, nonostante l'invito del sindaco Gerardo Stefanelli a mantenere un comportamento sobrio. Al di là di imminenti e fantasiose affermazioni su nuovi casi, ce ne è stato uno l'altra sera. Sempre sui social, ma anche in piazza ieri mattina, si parlava di un altro contagio che era avvenuto nella zona di Minturno capoluogo. La vista di ambulanza e Carabinieri nei pressi di un'abitazione ha fatto subito scattare l'allarme e le supposizioni che, col passare del tempo, sembravano diventare realtà. "Ne sono venuti a prendere un altro entrato a contatto con la signora di Cremona" era la frase che veniva ripetuta. Ed invece era un intervento riguardante un uomo che è stato sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio.