Il Coronavirus ferma tutto. Dopo lo stop alle attività di pub, discoteche e palestre, la sospensione dei mercati, le serrande abbassate in negozi e ristoranti e le limitazioni d'accesso agli uffici, arriva anche la rinuncia alla storica Sacra Rappresentazione della Via Crucis di Nettuno, che quest'anno sarebbe giunta alla sua 42esima edizione.

La comunicazione è arrivata ieri mattina dal Comune e riguarda anche tutti gli eventi che erano connessi con il grande appuntamento della Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo, promossi dall'Ente Nettunese Sacre Rappresentazioni ed Eventi.

«Alla luce della pubblicazione del Decreto del presidente del Consiglio dei ministri, con particolare riferimento al punto in cui si recita che ‘sono sospese tutte le manifestazioni organizzate, nonché gli eventi in luogo pubblico e privato, ivi compresi quelli a carattere culturale, ludico, sportivo, religioso e fieristico, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico, quali a titolo d'esempio, grandi eventi, cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati; nei predetti luoghi è sospesa ogni attività' - si legge nella nota inviata dagli uffici municipali -, non sarà possibile svolgere la Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo e tutti gli eventi a essa correlati».

Uno stop che fa male, anche in virtù del fatto che la Via Crucis di Nettuno, insieme a quelle di Maenza, Sezze e di altre in Italia, è candidata a diventare patrimonio immateriale dell'umanità dell'Unesco.