Le interviste
11.03.2020 - 12:30
Un caffè al volo, seguendo rigorosamente le norme sulla distanza contrassegnate da delle ics a terra fatte con il nastro adesivo, prima di andare al lavoro o di tornarsene a casa. La protezione civile consegna a domicilio i medicinali per i più anziani, e nei bar si entra soltanto due alla volta: è una piazza vuota quella di Roccagorga, che vede i suoi maggiori punti di ritrovo chiusi, per adeguarsi al nuovo decreto del governo per la lotta al Coronavirus. In mezzo al silenzio generale, un luogo cattura l'attenzione perché attualmente chiuso: è il centro anziani.
«Di solito apro anche a Natale o nelle festività per non lasciarli soli, ma questa è una situazione di emergenza. Qualcuno bussa ancora alla porta, sperando di trovare aperto e passare il tempo con amici a giocare a carte e ritrovare quella quotidianità che ormai non sentono. Sono rimasti orfani di un loro pezzo di vita importante, ma dobbiamo adeguarci alle disposizioni del governo».
Una condotta responsabile, apprezzata dalla cittadinanza e soprattutto condivisa dagli anziani, la cosiddetta "categoria più a rischio", come si può vedere anche dalla testimonianza di Giovanni, 75 anni: «All'inizio non ci volevo credere, speravo che non fosse grave. Quando il riunirsi al centro anziani è un'abitudine, non muoversi diventa difficile ma capisci che il rischio è alto e lo si deve accettare. Qualcosa di positivo c'è: ho riscoperto la mia famiglia, il piacere di stare davanti al fuoco o alla TV, con il sorriso».
Nonostante non facciano nulla per nascondere la propria paura, si mostrano attenti e rigorosi nel rispettare le norme presenti nel decreto, per evitare di mettere a rischio sé stessi e gli altri come nel caso di Felice, 83 anni: «Di solito sono abbastanza attivo e mi piace uscire in piazza. Ora però non posso frequentare né bar né il centro sociale, perché bisogna restare a casa. La paura ovviamente c'è, non è una cosa da sottovalutare: bisogna attenersi alle regole e prima o poi tutto si risolverà».
Anche il presidente della struttura, Augusto, ci tiene a sottolineare l'importanza del rispetto delle regole. «Gli anziani sono disorientati e non vivono bene questa situazione, ma bisogna attenersi alle direttive e tutto andrà meglio. Io stesso sono preoccupato: ho 73 anni e cerco di dedicarmi all'orto sotto casa in solitudine. Ai giovani voglio dire di non sottovalutare il pericolo, perché è una cosa che riguarda tutte le fasce d'età».
Ancora una volta dunque, l'esempio più importante arriva proprio da loro: spesso considerati come "tesori" della famiglia, andrebbero ascoltati e seguiti di più. Si trovano ad affrontare l'ennesimo sacrificio, ma lo fanno con il sorriso e soprattutto il senso civico che li ha sempre contraddistinti.
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