Ha appena finito di visitare alcuni pazienti al Sant'Anna di Pomezia. E' quasi ora di pranzo, per lui è una piccola pausa prima di tornare verso Latina dove lo aspettano altre visite. Ha ancora addosso la mascherina il dottor Fabrizio Soscia, per una vita al Santa Maria Goretti dove è stato primario a Malattie Infettive prima di andare in pensione nel 2010. Sono giorni non facili, pieni di considerazioni, per qualcuno di ansie e paure, sono giorni dove la parola più ricorrente è il rispetto verso i comportamenti imposti dal Governo. In questo momento sono l'unica terapia a breve termine.

Ogni giorno c'è il freddo bollettino dei numeri nazionali, alle sei di pomeriggio la Protezione Civile aggiorna i morti, i contagiati, i guariti. Prima il buio, perché quei dati mettono i brividi e poi e le speranze a cui affidarsi per battere il virus come fosse una maledetta partita a scacchi.
«Ho appena finito di visitare alcune persone che fortunatamente stanno bene, è una bella notizia, questa è una struttura organizzata che dà delle risposte efficaci ai bisogni della popolazione», spiega il dottor Soscia mentre lo immaginiamo che si sfila il camice. Da poche ore sono entrate in vigore le nuove norme per arginare la diffusione del Covid-19 che possono rappresentare un'arma molto importante ed efficace ed è convinto che possano aiutare moltissimo.

Le caratteristiche del virus sono insidiose per diverse ragioni, si muove sotto traccia e colpisce.
«Si è verissimo, è così. Adesso stiamo attraversando un momento di difficoltà e sa per quale motivo? Questo è un virus subdolo».

In che senso?
«Ad esempio predilige la periferia rispetto alle grandi città. Se lei vede in Lombardia si è concentrato più...