Una vacanza prenotata da tempo che, almeno per il momento, si sta trasformando in una vera e propria odissea per fare ritorno in Italia, con la consapevolezza che molti connazionali rischiano di restare nell'arcipelago al largo dell'Oceano Atlantico perché non ci sono più posti su aerei diretti nel resto d'Europa. È la testimonianza di Enrico Canini, residente a Pomezia e in vacanza a Tenerife, conosciuto anche ad Aprilia e Anzio in quanto presidente dell'associazione culturale "Operation Shingle 1944".
Canini era partito il 7 marzo: una vacanza attesa da mesi e iniziata quando in Italia l'emergenza era confinata in parte del nord: «L'aereo preso a Fiumicino era pieno per un terzo - racconta -. Ogni tre file c'era un passeggero e già si sentiva nell'aria un po' di paura: tutti indossavano precauzionalmente le mascherine. E devo dire - ha affermato Canini - che anche Tenerife, dove sono venuto più volte, vede una percentuale molto bassa di turisti».