"E' inaccettabile che si continui a morire di lavoro": così il presidente Anmil di Latina, Debora Spagnuolo, è intervenuto in merito alla tragica scomparsa di Renato Mercuri, 53enne morto sul posto di lavoro a Sermoneta. "Ogni volta mi chiedo perchè, nonostante ci siano innumerevoli azioni in campo al fine di prevenire gli infortuni e le morti sul lavoro, non riusciamo a scrivere la parola fine su questa vergognosa piaga sociale? Occorre una seria azione di formazione dei lavoratori, un controllo maggiore delle attività e dell'esecuzione delle lavorazioni ma soprattutto occorre formare una coscienza della sicurezza, una cultura dei comportamenti virtuosi e assumere Ispettori. Anmil propone da tempo progetti legati alla diffusione della sicurezza sul lavoro a partire dalle scuole, rivolti a bambini e famiglie per consentire di riflettere su aspetti e atteggiamenti legati al tema della sicurezza. Si tende a pensare che gli infortuni e le morti sul lavoro siano molto lontani da noi e invece sono dietro l'angolo purtroppo e nessuno può considerarsi esente. Confido che terminata l'emergenza coronavirus ci si possa sedere ad un tavolo nelle sedi opportune per meglio definire procedure che possano impedire questo stillicidio. Voglio mandare mio personale abbraccio va alla moglie di Renato alla quale mi sento molto vicina, so cosa sta vivendo: nove anni fa al posto suo c'ero io."

E' morto schiacciato da un rotolo, un ballone come si dice in gergo, di cellulosa, il materiale che viene lavorato per ottenere la carta, Renato Mercuri, 53enne residente a Bassiano e dipendente dell'azienda Ideal Cart, alle porte di Sermoneta. L'uomo, da anni operaio dell'azienda, ieri mattina intorno alle 11 era impegnato in una procedura di spostamento di alcuni balloni contenenti cellulosa, ognuno dei quali pesante due quintali e mezzo. Stando alle ricostruzioni cui sono potuti risalire gli inquirenti, l'uomo avrebbe utilizzato un "muletto" per trasportare il gruppo di balloni, sorretti tra loro da una fascia. Poi, giunto sul luogo dove avrebbe dovuto scaricarli affinché potessero essere lavorati, sarebbe sceso dal mezzo ed avrebbe sciolto la fascetta che li teneva fermi. Un gesto probabilmente effettuato migliaia di volte, ma in questa occasione qualcosa è andato storto e uno dei balloni lo ha investito in pieno petto, facendolo cadere a terra sotto il peso di 250 chilogrammi. Immediata è scattata la macchina dei soccorsi e i primi a cercare di spostare il ballone dal corpo dell'uomo sono stati proprio i suoi colleghi di lavoro, che hanno cercato anche di rianimarlo con mezzi di cui dispone l'azienda. Sul posto si è recata anche l'eliambulanza, ma il personale sanitario intervenuto, dopo mezzora circa trascorsa a cercare di rianimarlo, ha solo potuto constatarne il decesso.

di: Simone Di Giulio