Due operatori in camice bianco su via Roma a San Felice Circeo. È l'immagine rimbalzata ieri sui social network alimentando delle voci poi rivelatesi infondate. È il dottor Eugenio Saputo, che lì ha il suo studio medico, a fare chiarezza con un post. Il medico informa di aver richiesto di essere sottoposto a tampone per Covid-19 avendo visitato 12 giorni fa, «a distanza superiore a due metri, con camice, guanti e mascherina» un paziente, pure lui con mascherina, che era stato ricoverato in ospedale e poi messo in quarantena perché la persona con cui aveva condiviso la stanza è risultata positiva al coronavirus. Saputo, sentito telefonicamente, non ha alcun sintomo, così come il suo paziente. «La prudenza non è mai troppa. Richiedere un tampone a più di un mese dall'inizio della pandemia, per me che faccio il medico, è un atto di responsabilità». Alla luce delle ulteriori voci circolate dopo il primo post, il medico è intervenuto con un'altra pubblicazione chiarendo che il paziente da lui visitato non è contagiato, bensì - come da prassi - è stato messo in quarantena avendo condiviso la stanza di ospedale con un soggetto poi risultato positivo al Covid-19.