Neanche l'emergenza Coronavirus riesce a bloccare gli incendi nel campo nomadi di Castel Romano, a ridosso della Pontina.

Nel tardo pomeriggio di sabato, infatti, i vigili del fuoco del Distaccamento di Pomezia sono stati costretti a intervenire per spegnere un incendio che stava mandando in fumo chili e chili di spazzatura ammassata accanto ai moduli abitativi del campo nomadi più grande d'Europa, che ricordiamo trovarsi nel territorio di Roma, ma al confine con Pomezia.

Le fiamme sono divampate attorno alle 19 e hanno interessato i terreni adiacenti ai container dove vivono le famiglie rom: di conseguenza, data la presenza di un fitto fumo nero e di un'aria chiaramente irrespirabile, è subito scattata la chiamata ai soccorsi.

Di conseguenza, i pompieri di Pomezia sono intervenuti e hanno spento il rogo, non senza qualche difficoltà dovuta al materiale che stava bruciando.

Come sempre, infatti, all'interno dei rifiuti ammassati nella zona del campo rom c'è di tutto: dalla plastica alla carta, dagli elettrodomestici alle carcasse d'auto, fino a vari tipi di scarti speciali.

Una vera e propria "bomba ecologica" che, da tempo, minaccia la Pontina e la città di Pomezia, che si trova a pochi chilometri da questa zona.

Più e più volte, soprattutto nella città industriale, è stata chiesta la chiusura del campo.

Al momento, però, nulla è stato fatto e, con la bella stagione ormai alle porte, il timore che si possa assistere a mesi e mesi di continui incendi cresce: la gente, dunque, è preoccupata e la speranza è che si possano studiare delle misure utili a scongiurare inquinamento e problemi di ordine pubblico.