Impegnati in una campagna di controlli senza precedenti, per assicurare il rispetto delle norme anti contagio, gli agenti della Polizia Locale di Latina sicuramente meritavano un ringraziamento da parte dell'amministrazione, e invece hanno ricevuto l'ultimo schiaffo da parte di un Comune che da tempo tratta i propri poliziotti con ostilità, oltretutto in maniera del tutto immeritata. Neanche a farlo apposta l'ultima beffa è arrivata a pochi giorni dalla Pasqua, quando diversi agenti si sono visti notificare la messa in mora, dall'ente locale, per somme che si aggirano intorno ai cento euro e si riferiscono a un servizio straordinario del 2010. Proprio così.
La vicenda rasenta il grottesco perché il Comune chiede indietro il pagamento di straordinari che gli agenti di fatto hanno svolto, quindi andava percepito, e fu erogato in osservanza di delibere e regolamenti comunali che, si è scoperto successivamente, andavano rivisti rispetto al bilancio comunale. È ovvio che gli agenti non hanno colpe se sono stati pagati in termini che andavano rivisti: quel servizio lo hanno svolto e in ogni caso andavano pagati, l'errore probabilmente è stato commesso a monte da chi, negli uffici del Comune, ha disposto il pagamento.
La beffa si materializza soprattutto perché negli ultimi anni i sindacati si erano attivati affinché la responsabilità non ricadesse, ingiustamente, sui lavoratori. Anzi, c'è da dire che ad altri dipendenti, compreso qualche dirigente, nel recente passato è stata risparmiata la messa in mora con un accordo che ha permesso di trovare una soluzione a metà strada e sanare i problemi pregressi.
Per la sola Polizia Locale questo non è successo. Il Comune non ha voluto sentire ragioni, o meglio non ha mai intavolato una trattativa sindacale, come del resto nega da tempo, ai propri agenti, garanzie sul riconoscimento di performance e progetti incentivanti.
Le formule proposte negli ultimi anni dai sindacati sono le più disparate, compreso il cosiddetto decreto Salva Roma che avrebbe consentito di definire anche questa pendenza. Poteva essere concessa un'incentivazione straordinaria per compensare la richiesta. Che poi non è tanto per una questione economica dato che le somme chieste sono basse, ma è proprio la mancanza di rispetto per quanto la Polizia Locale sta facendo in questo periodo di emergenza che ha disgustato gli agenti, tutti pronti a diffidare il Comune. Gli agenti sono tra quei pochi dipendenti del Comune che non possono svolgere il lavoro da casa, anzi garantiscono la presenza su strada per assicurare i controlli con tutti i rischi del caso. Ma la cosa ancor più grave, resta il fatto che a dover rispondere per le questioni attinenti ai pagamenti loro contestati, dovrebbe essere innanzitutto il dirigente che aveva disposto quei pagamenti. E ci si chiede se sia un caso che si tratti dello stesso dirigente che ora li ha messi in mora.