Il mondo dei social è davvero pieno di insidie e di scivoloni, talvolta anche fragorosi. Ne sa qualcosa il vicesindaco di Cisterna di Latina, Vittorio Sambucci (FdI), da sabato in affanno per spiegare quel post galeotto - e poi rimosso - del Duce con la canzone "Faccetta nera". Il fatto ha scatenato una bufera dentro e fuori il palazzo comunale. Dall'opposizione, sponda Pd, hanno stigmatizzato l'accaduto chiedendo le dimissioni del Vicesindaco: "Sambucci non ha ancora presente che rappresenta la Repubblica Italiana e nemmeno che certe azioni non sono solo di cattivo gusto ma perseguibili penalmente. Il Partito Democratico di Cisterna di Latina chiede le sue dimissioni immediate da ogni carica". Anche il Movimento 5 Stelle ha commentato la cosa sui propri canali social, stigmatizzando anche loro l'accaduto e chiedendo a Sambucci di fare luce quanto prima a questo scivolone: "Sulla Costituzione non si transige, prima di fare queste cose bisogna pensarci. La vicenda del Vicesindaco è un fatto grave". Così nelle ore successive, il diretto interessato è tornato sul proprio account, pubblicando un post in cui ha cercato di chiarire l'episodio. "Sono stato contattato da un amico e iscritto al partito Fdi Cisterna il quale mi faceva notare che a seguito di un immagine da lui pubblicata senza aggiunta di commenti veniva nel giro di pochi minuti bloccato e oscurata la sua pagina personale". Secondo Sambucci insomma è stata una verifica sui parametri di Facebook, attraverso il suo canale social.
Chiarimenti però che invece di placare la faccenda hanno finito per scatenare una vera e propria bufera intorno a Sambucci. Tra i commenti, quello dell'Anpi di Cisterna, che ha condannato senza mezze misure il post galeotto e anche le successive spiegazioni.
Nelle scorse ore il gruppo Fratelli d'Italia di Cisterna è intervenuto pubblicamente, attraverso in una nota in cui si dissociano da ogni forma non democratica e sostengono allo stesso tempo, l'operato del Vicesindaco: "L'intenzione del vicesindaco, come stato specificato dallo stesso - si legge nella nota - era quella di mettere in luce quanto e come i social network possono diventare una gogna mediatica per chi non la pensa allo stesso modo. L'inopportunità politica della foto di Mussolini poteva essere sostituita con qualsiasi contenuto che esaltasse le differenze sessuali, religiose, di genere. La buona fede del Vicesindaco la ritroviamo nelle sue azioni di ogni giorno, dove la porta del tuo ufficio è sempre prontamente spalancata per rappresentare ovviamente tutti cittadini nella carica ricoperta".