Dopo i nove di venerdì, ecco altri sette contagi nella nostra provincia: sedici in 48 ore. Il Coronavirus Covid-19 non ha dato più la tregua dei giorni precedenti anche se la media dei contagi ha raggiunto una certa stabilità negli ultimi dieci giorni (7/8 casi giornalieri). La settimana che ci siamo lasciati alle spalle - che di fatto aprirà domani le porte a quella che sancirà la fine del secondo mese di emergenza anche qui da noi - ha fatto comunque registrare un andamento altalenante quanto basta per non dare reali punti di riferimento agli operatori sanitari ma anche agli analisti della pandemia: 7 casi lunedì; 4 martedì; 2 mercoledì; 5 giovedì; 9 venerdì; 7 ieri. E un altro aspetto da considerare, per quanto riguarda le ultime 48 ore, è la nuova espansione territoriale del Covid che ha interessato molti Comuni: il capoluogo, Sermoneta, Cori, Cisterna, Aprilia e Itri venerdì; il capoluogo, Cisterna (unica con 2 casi), Sermoneta, Cori, Sabaudia e Aprilia ieri. «Dei sette nuovi casi positivi, cinque sono trattati a domicilio», ha reso noto la Asl di Latina nel consueto report giornaliero dell'emergenza. Mentre subito dopo ha sottolineato il quadro generale del territorio: 459 casi positivi dall'inizio dell'epidemia subito diventata pandemia; 75 pazienti ricoverati; 133 negativizzati (il numero dei pazienti inizialmente positivi e risultati negativi al terzo tampone); 20 decessi. «I pazienti ricoverati presso la Terapia intensiva dell'ospedale Goretti sono quattro - ha aggiunto l'azienda sanitaria locale pontina guidata da Giorgio Casati -. Complessivamente sono 800 le persone in isolamento domiciliare mentre 6.460 quelle che lo hanno terminato». A rendere un po' meno buia la situazione c'è da rimarcare il dato dei ricoverati nelle strutture ospedaliere che stanno diminuendo di giorno in giorno: al Goretti di Latina, ad esempio, sono 56 i posti letto occupati da pazienti positivi accertati su 205 a disposizione di uno dei nove presidi Hub regionali anti-Covid dopo la riorganizzazione interna messa in piedi dalla Asl per affrontare al meglio l'emergenza. Una riorganizzazione che, come noto, ha visto anche la creazione di una task-force tra gli addetti ai lavori per gestire al meglio le risorse umane e tecniche e per formare i nuovi operatori e quelli dirottati in prima linea dai reparti non emergenziali.

Area romana - nuovi contagi nelle residenze per gli anziani
I casi di Coronavirus nel territorio dei Castelli Romani e del litorale a sud di Roma continuano a crescere. Lo testimoniano i dati forniti quotidianamente dalla Asl Roma 6 durante la videoconferenza fra tutti i direttori generali del Lazio e l'assessore regionale alla Sanità, Alessio D'Amato: anche ieri, infatti, sono stati registrati 33 ulteriori casi di Covid-19, con il totale complessivo di chi ha contratto il virus che è salito a 915 individui. Cinque i nuovi decessi comunicati ieri. Ma dalla Asl è arrivata una precisazione di non poco conto rispetto ai numeri forniti: dei 33 casi, 13 sono riconducibili a una Rsa di Montecompatri, mentre gli altri riguardano ulteriori strutture residenziali per anziani del territorio. Insomma, sembra proprio che le problematiche maggiori si stiano vivendo nelle strutture dedicate alla terza età, soprattutto in alcune che si trovano ai Castelli Romani.

Lazio, contagi stabili: stretta sulle Rsa
Altri 144 contagi nel Lazio nelle ultime ventiquattr'ore, un trend che rimane costante ma che non scende da una settimana. A tenere alta l'attenzione sono ancora una volta le Rsa. L'ultimo caso in ordine di tempo è quello di Campagnano Romano dove un centro per disabili ha fatto registrare 51 positivi e un morto, imponendo alla Regione di creare una zona rossa. Al momento, nel Lazio, ci sono 4.282 positivi al Covid, di cui 186 ricoverati in terapia intensiva. 2.720 sono invece le persone in isolamento domiciliare, mentre il restante dei casi si trova ricoverato in reparti non intensivi. I morti hanno raggiunto quota 340, mentre il totale dei guariti è di 1.046.
L'assessore regionale Alessio D'Amato stringe ancora di più il cerchio attorno alle Rsa con un'ordinanza: «È stata pubblicata, dopo le indicazioni già date il 28 febbraio scorso e il 6 di marzo, l'ordinanza regionale numero 31 che prevede un giro di vite sulle Rsa e le strutture socio-assistenziali private accreditate. Nello specifico il personale operante nelle strutture territoriali sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali deve svolgere la propria attività lavorativa esclusivamente all'interno di una singola struttura o, qualora la struttura sia dotata di più stabilimenti, esclusivamente all'interno del medesimo stabilimento. Tutte le strutture devono garantire per il personale i controlli in entrata e in uscita della temperatura e in caso di temperatura superiore a 37,5 gradi si dovrà provvedere alla misurazione della saturazione di ossigeno e tutti questi parametri devono essere annotati giornalmente. Le direzioni sanitarie e i responsabili sanitari delle strutture accreditate devono inviare alla Asl territorialmente competente la dichiarazione sostitutiva di atto notorio dell'avvenuta attuazione di tutte le misure indicate. Mentre le Asl devono continuare a effettuare sopralluoghi presso le strutture e compilare per ciascuna struttura una check-list per la valutazione delle situazioni ambientali degli ospiti. Finora sono state effettuate 365 ispezioni».

Diminuiscono i morti in Italia
Meno persone ricoverate e finalmente meno decessi. Il bollettino della Protezione civile indica che l'epidemia sta allentando la propria morsa. In terapia intensiva si trovano oggi 2.733 persone, 79 meno di venerdì. Sono ancora ricoverate con sintomi 25.007 persone, 779 meno dell'altro ieri. Nelle ultime ventiquattr'ore sono morte 482 persone (venerdì le vittime erano state 575), arrivando a un totale di decessi di 23.227. I guariti raggiungono quota 44.927, per un aumento di 2.200 unità (l'altro ieri erano state dichiarate guarite 2.563 persone).
L'aumento dei malati (ovvero le persone attualmente positive) è stato pari a 809 unità (venerdì erano stati 355) mentre i nuovi contagi rilevati sono stati 3.491 (venerdì 3.493).
L'incremento dei malati di Coronavirus rispetto a venerdì si concentra quasi esclusivamente in Lombardia: su 809 in più in tutta Italia ben 761 vengono registrati nella regione più colpita dalla pandemia, oltre il 94%. Dal 12 aprile scorso non si registravano numeri simili in Lombardia.