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I numeri dell'emergenza

Coronavirus, il bilancio di ieri in provincia, nel Lazio e in Italia

Contagi in calo a Latina, ma si registrano due decessi. Flessione anche nel Lazio e in Italia: il bilancio della giornata di ieri

Coronavirus, il bilancio di ieri in provincia, nel Lazio e in Italia

Il calo sul fronte dei contagi da Coronavirus Covid-19 è stato confermato anche ieri dal report quotidiano della Asl di Latina (che, va ricordato, trasmette sempre i dati inerenti alle 24 ore precedenti e quindi, in questo caso, a quelli di domenica scorsa): cinque casi positivi nella nostra provincia di cui due a Fondi, altrettanti ad Aprilia e uno ad Anzio (riferito a un paziente in carico alla nostra Azienda Sanitaria Locale). Ma se la curva dei contagi prosegue nella discesa, è anche vero che di Covid, anche qui da noi, si continua a morire. Due i decessi che si sono registrati nelle ultime ore, ed entrambi all'ospedale Santa Maria Goretti di Latina: si tratta di un anziano di 84 anni di Fondi risultato positivo al covid-19 tempo addietro; anche la badante dell'anziano era risultata positiva al virus ma in seguito era guarita. Cordoglio nella città del Castello Baronale che ha pianto l'ottava vittima dall'inizio della pandemia. E non ce l'ha fatta neanche il militare di 57 anni di Aprilia che combatteva contro il virus da oltre tre settimane. L'uomo, molto conosciuto in città, è la seconda vittima in città per Covid dopo l'anziana di 86 anni deceduta al Sant'Andrea di Roma.

Veniamo adesso al quadro generale della nostra provincia: 471 casi positivi; 68 pazienti ricoverati; 143 negativizzati (il numero dei pazienti inizialmente positivi e risultati negativi al terzo tampone; 22 decessi. «I pazienti ricoverati presso la Terapia intensiva del Goretti sono quattro - ha reso noto la Asl pontina guidata da Giorgio Casati nel comunicato -. Complessivamente sono 730 le persone in isolamento domiciliare mentre 6.846 quelle che lo hanno terminato».
Allargando il discorso a livello regionale - come riportato dal Sistema Sanitario Regionale - dei casi finora confermati il 24% è ricoverato in una struttura sanitaria, il 48% è in isolamento domiciliare e il 3% è in terapia intensiva. I guariti sono il 19%. L'età mediana dei casi positivi è 58 anni. Il 52% dei casi accertati è di sesso femminile e il 48% è di sesso maschile. I casi positivi sono così distribuiti: il 35,2% è residente a Roma città, il 33,2% nella Provincia di Roma, il 9,6% a Frosinone, il 5% a Rieti, il 6,5% a Viterbo e l'8,4% a Latina. Il 2,2% proviene da fuori Regione.

Inizia il calo dei contagi tra Castelli e litorale romano
Una situazione migliore rispetto all'intera settimana scorsa e, probabilmente, fra le più incoraggianti dall'inizio dell'epidemia. Infatti, dopo i numeri da record sui contagi registrati da Pasquetta in avanti, ieri nel territorio dei Castelli Romani e del litorale a sud di Roma si è tornati a cifre nella media regionale.
Sono stati "soltanto" 11, infatti, i nuovi casi di Coronavirus registrati nel territorio della Asl Roma 6, con il direttore generale Mostarda che, durante la videoconferenza fra tutti i dg del Lazio e l'assessore alla Sanità regionale ha reso noto come siano stati registrati anche tre decessi. Si tratta di tre donne, tutte anziane: una 92enne, una 83enne e una 85enne. Il totale dei casi, dunque, è di 959 persone contagiate. 

La situazione nel Lazio
«Registriamo un dato di 60 casi di positività in continua discesa sia nei numeri assoluti che nel trend che è in frenata al 1%». È quanto ha detto l'assessore alla sanità Alessio D'Amato ieri al termine della riunione con la task force regionale sull'emergenza Covid 19. «Una giornata simbolica quella di ieri – ha continuato – Proprio quando sono stati dimessi, dopo la riabilitazione fatta al San Filippo Neri, i coniugi di Wuhan, registriamo il dato più basso dal 12 marzo. Non dobbiamo ora vanificare gli sforzi, è il momento di stabilizzare questa discesa e continuare a lavorare e mantenere alta l'attenzione sulle case di riposo e sulle Rsa».

Calano i nuovi casi anche nel resto d'Italia
Il bollettino di ieri della Protezione civile dice che sono stati 2.256 i nuovi positivi, ben 791 in meno di domenica. Il dato più basso da oltre un mese, con un trend di crescita che scende all'1,3%. E per la prima volta dall'inizio dell'epidemia abbiamo meno malati Covid del giorno prima. Infatti i positivi ricoverati o in quarantena domiciliare sono 108.237, venti in meno di domenica. Pochissimo, ma di grande valore simbolico. I ricoveri nei reparti ordinari sono ancora 127 in meno e quelli nelle terapie intensive segnano un meno 62. Si contano altri 1.822 guariti, mentre i decessi sono più o meno quelli di domenica, 454, anche se con questi si sumera il tetto delle 24.000 vittime.
Ieri il bollettino è stato presentato con la conferenza stampa che ora si svolgerà solo due volte a settimana. Per la prima volta la Protezione civile ha distinto anche il numero di persone a cui è stato fatto un tampone fino a oggi: dall'inizio dell'emergenza, ha spiegato Borrelli, sono oltre 943.000 gli italiani che sono stati sottoposti a tampone per il Coronavirus: «Combinando tamponi, app e misure di individuazione dei soggetti positivi – ha aggiunto Borrelli – pensiamo che si possa mettere in atto un'azione di contrasto più efficace di quello fatto finora».
Sulla "fase 2", invece, si è pronunciato Luca Richeldi, componente del comitato tecnico scientifico. «Per affrontare la "fase 2" credo ci sarà un network di misure nazionali, ma non si può escludere che si possano prendere a livello locale misure specifiche, sia da parte degli enti locali che del governo. Oggi abbiamo quattro regioni che non hanno riportato decessi, e otto con meno di dieci decessi. Questo a rimarcare l'efficacia delle misure messe in atto». 

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