E' stata una aggressione gratuita e di una violenza inaudita». Lo spiega il giudice per le indagini preliminari Giorgia Castriota nell'ordinanza di custodia cautelare richiesta dal pm Daria Monsurrò, che ha portato in carcere un 20enne di Latina. Nel provvedimento il magistrato ha cristallizzato alcune fasi salienti del feroce pestaggio: in quattro con la vittima a terra, gli hanno tirato un calcio al viso. «Solo per caso si sono evitate più drammatiche conseguenze come nei casi tristemente noti alle cronache recenti» ha messo in rilievo il giudice. Proprio sul 20enne, residente nel capoluogo pontino,  il gip ha sottolineato anche un altro particolare. «Non si poneva alcun limite nello sferrare dei colpi contro un giovane inerme avvalendosi per altro della forza del branco e sono elementi sintomatici di una personalità aggressiva». Per quanto riguarda invece la posizione del minore, anche lu di Latina, il giudice Federico Falzone, competente per il Tribunale per i Minori di Roma, ha sottolineato che sussiste il concreto pericolo che l'indagato se libero possa commettere reati della stessa specie e il gip definisce particolarmente inquietante l'ultimo calcio inferto nei confronti di una vittima esamine e già fatta oggetto di brutale pestaggio. C'è un altro passaggio importante nel provvedimento restrittivo quando il minore minaccia di stuprare una ragazza che era presente dove sono avvenuti i fatti. Proprio il 17enne è stato il primo a dare il via all'aggressione e poi ha minacciato la giovane dicendole. «Se non ti togli di mezzo ti tiro una stecca e ti stupro». L'operazione e i due arresti sono stati condotti dalla Squadra Mobile di Latina.