E' di Roma ma lavora in provincia di Latina la persona positiva al Coronavirus Covid-19 che è stata annunciata ieri nel report giornaliero della Asl pontina che, va ricordato, si basa sui dati delle 24 ore precedenti. Si tratta di un medico, una dottoressa del laboratorio di oculistica del centro Asl di Borgo Sant'Antonio, nel Comune di Priverno, dove la professionista presta servizio per 4 ore tutti i martedì. L'ultima volta vi ha lavorato prima di Pasqua. La dottoressa è positiva asintomatica e adesso è in isolamento domiciliare e seguita dal personale Asl con la telemedicina. La struttura dell'ospedaletto Ex Omni, ha subito chiuso i battenti per l'effettuazione della sanificazione.
Il caso della dottoressa romana è, di fatto, uno dei pochi delle ultime 48 ore che si sono registrati sul territorio provinciale. In precedenza c'è stato quello dell'infermiere dell'ospedale Goretti, quarto tra gli addetti ai lavori del presidio del capoluogo. L'infermiere, come noto, prestava servizio nel reparto Covid di Medicina d'urgenza e anche lui, da asintomatico, ha scoperto di essere positivo al virus solo grazie al test del tampone effettuato dai medici e dai suoi stessi colleghi. L'infermiere, sul quale c'è il più stretto riserbo per tutelarne la privacy, dopo la conferma di lunedì sera è stato subito rimandato a casa dove osserverà la quarantena prevista in isolamento domiciliare. La Asl, molto probabilmente, inserirà nel conto complessivo dei casi positivi soltanto dopo il responso del secondo tampone. Al Goretti - uno dei nove Hub regionali dell'emergenza Covid - prima di questo caso erano stati un portantino del pronto soccorso, un'infermiera dell'ex reparto di Ortopedia e un infermiere dell'ex reparto di Urologia a risultare positivi al Coronavirus. «Il nuovo caso positivo è trattato a domicilio nel Comune di Roma - ha spiegato la Asl di Latina nel bollettino -. I pazienti ricoverati presso la Terapia Intensiva del Goretti sono due. Complessivamente sono 680 le persone in isolamento domiciliare mentre ben 7.203 quelle che lo hanno terminato».
Ma ieri sera, con una diretta sui social, anche il sindaco di Maenza Claudio Sperduti ha annunciato il quarto caso in paese: si tratta del coniuge del caso numero tre e quindi, proprio per questo, in isolamento già al momento del tampone che ha sancito lo stato di positività al Covid del consorte. Anche questo, con ogni probabilità, la Asl lo conteggerà tra i casi di oggi. Il quadro generale della provincia vede ufficializzati dalla stessa Asl 472 casi positivi (474 se si aggiunge l'infermiere del Goretti e il cittadino maentino); 64 pazienti ricoverati (53 certificati Covid al Goretti); 173 negativizzati; 22 decessi. I numeri, dunque, confermano che anche da noi la fase critica sembrerebbe ormai alle spalle e questo significa che si può cominciare a pensare alla "fase 2", quella che dovrà portare all'allentamento graduale delle restrizioni ministeriali così come alla riapertura, essa stessa graduale, delle attività commerciali.

Tra Castelli e litorale romano
La notizia che tutti aspettavano dall'inizio dell'emergenza Coronavirus, ossia dalla serata di domenica primo marzo, è arrivata: il poliziotto di Pomezia, primo caso territoriale di Covid-19 reso noto nel Lazio - insieme a quello dei suoi più stretti familiari, ndr -, è tornato a casa.
Il 52enne assistente capo in servizio nel commissariato di Spinaceto e residente nel quartiere di Martin Pescatore, alle porte di Torvajanica, dopo quasi due mesi ha lasciato l'ospedale "Spallanzani" di Roma e ha fatto ritorno sul litorale.
Il suo incubo, la sua lotta contro il virus che lo ha portato in Terapia intensiva e che ha fatto vivere settimane difficili all'intera famiglia, sono terminati: da adesso, compatibilmente con le prescrizioni fornite dai medici, potrà tornare alla vita normale.
«A lui e alla sua famiglia vanno i migliori auguri della comunità medica e scientifica» hanno fatto sapere nella tarda mattinata di ieri dallo Spallanzani, annunciando la dimissione del paziente.
Una soddisfazione condivisa in serata dal sindaco di Pomezia, Adriano Zuccalà: «Il trend di crescita dei cittadini guariti ci fa ben sperare - ha affermato -: non dobbiamo abbassare la guardia, ma stiamo andando nella giusta direzione. Tra l'altro è pervenuta anche una buona notizia dall'Istituto Spallanzani: finalmente il poliziotto di Pomezia è stato dimesso. Giungano a lui e alla sua famiglia i nostri auguri».
Purtroppo, però, nel giorno della guarigione del poliziotto di Pomezia sul territorio della Asl Roma 6 - in particolare ai Castelli Romani - i contagi sono tornati a salire: 20 i nuovi casi di positività al virus, con il totale delle persone risultate infette dall'inizio dell'emergenza salito a 994.
Quattro i nuovi decessi, con il totale delle vittime arrivato a 73 persone: un uomo di 76 anni, una donna di 75 anni oncologica, un uomo di 79 anni oncologico e una donna di 87 anni, tutti con patologie pregresse.

Nel Lazio continua la discesa del contagio
La curva del contagio nel Lazio scende ancora. Anche ieri sono stati registrati 80 casi ma è il segnale che la strada è quella giusta.
«Registriamo un dato di 80 casi di positività e prosegue un andamento stabilmente sotto i 100 casi e un trend all'1,3% – ha detto l'assessore regionale Alessio D'Amato – Dobbiamo stabilizzare questa discesa. Il tasso di replicazione del virus è a 0.58».
Intanto aumentano i controlli nelle Rsa e nelle strutture socio-assistenziali private accreditate. «Sono ad oggi 482 le strutture per anziani ispezionate su tutto il territorio – ha aggiunto l'assessore – Si amplia la forbice tra coloro che escono dalla sorveglianza domiciliare (18.381) e coloro che sono entrati in sorveglianza (10.887) più di 8.000 unità. Per quanto riguarda i guariti salgono di dodici unità nelle ultime ventiquattro ore per un totale di 1.142 mentre sette sono stati i decess. Superata la soglia dei 104.000 tamponi».
Nel frattempo alla Regione si lavora alla fase 2, con gli incontri tra i rappresentanti delle associazioni di categoria. Tema caldo è quello dei trasporti.